I carabinieri di Brescia hanno individuato il possibile colpevole del duplice omicidio dei coniugi Pietro Antonelli, 65 anni, e Alba Chiodi, di 62, trovati senza vita ieri nella loro abitazione di Gavardo, nel Bresciano. Gli uomini dell’Arma hanno posto in stato di fermo il figlio ventisettenne Marco Antonelli, che vive nella mansarda sopra l’abitazione dei genitori. Il giovane è stato interrogato per tutta la notte, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. I due ex insegnanti sono stati trovati entrambi con un sacchetto in testa che ne avrebbe provocato il soffocamento, ma sono state trovate anche tracce di sangue.

Marco Antonelli era stato fermato dai carabinieri della stazione di Gavardo nella serata di mercoledì dopo che era stato visto acquistare della droga. Ha lasciato la caserma dei militari intorno alle 23.30 e poi si sarebbe recato a casa. Qui, sostengono i militari, avrebbe avuto un alterco con i genitori. Poi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe scagliato con violenza sui genitori in un raptus di follia. Inoltre i carabinieri fanno sapere che il giovane sia un esperto dell’arte marziale thai-boxe. Le ferite e le contusioni presenti sui corpi dei due coniugi uccisi, stando al primo esame del medico legale intervenuto sul posto a Gavardo, sarebbero compatibili con un’aggressione avvenuta a mani nude. Al ragazzo, poi, una volta portato in ospedale nel pomeriggio di ieri, sono state riscontrate abrasioni sulle mani e sui polsi. Inoltre gli inquirenti non hanno trovato alcuni abiti di Marco Antonelli e ipotizzano che se ne sia sbarazzato dopo il duplice omicidio. Inoltre emerge che il ragazzo in passato avesse litigato con i genitori arrivando anche a menare le mani.

A dare l’allarme era stato proprio il figlio. In base al suo racconto, una persona era andata a fare visita ai coniugi, ma dopo aver ripetutamente suonato il campanello e non aver ricevuto risposta si sarebbe dunque rivolta al figlio, che aveva quindi fatto il rinvenimento. Il ragazzo dopo aver visto i due cadaveri era stato colto da un malore e trasportato in stato di shock all’ospedale. I militari però non ritengono attendibile il racconto. Infatti sono emersi alcuni particolari sulla scena del delitto che cozzano con quella versione: in casa non c’era nulla fuori posto quindi viene escluso il movente della rapina. Dentro e fuori dell’abitazione la Scientifica ha trovato tracce di sangue e per tutto il pomeriggio di ieri gli investigatori si sono concentrati sulla ricerca di un’arma. I vigili del fuoco e i volontari del Garda hanno anche scandagliato l’argine del fiume Chiese; alcuni operai del Comune hanno rasato il prato della villetta e di un’abitazione vicina per agevolare le ricerche.