Silenzio. Vogliono solo questo i cittadini delle province italiane. Ricomincia l’estate e con essa ricominciano le ordinanze dei sindaci per evitare “gli eccessi”. Per impedire il rumore. L’obbiettivo finale è il silenzio, quello stato di intorpidimento che vuole i cittadini ben chiusi nelle proprie tranquille abitazioni. Solo il silenzio. E così si pongo ostacoli e limiti: Niente concerti in zone abitate, niente alcol bevuto in strada, niente persone sedute sui gradini delle piazze.

Nemmeno la Bologna universitaria l’ha fatta franca contro “la ronda del pigiama” e le ordinanze pro-sonno.

Nemmeno la Romagna della “movida” si distingue dalle sonnecchianti province emiliane. La sera si deve stare a casa e si deve dormire. Questo è stato il monito lanciato da molti cittadini che, ogni estate tempestano di telefonate il centralino della polizia municipale. E i primi cittadini hanno seguito il monito di questi irritabili amanti della pubblica quiete al grido di: «C’è gente che vuole dormire!».

Nemmeno Ravenna che ha visto addirittura la festa di “prova tecnica” di Ravenna Capitale Europea della Cultura con musica, sulla palizzata del porto, essere interrotta alle 23.45 dalla municipale. Capitale della cultura sì, ma in silenzio prego, c’è gente che deve dormire. E dire che la festa era stata finanziata dallo stesso Comune per cui la municipale lavora! Non c’è niente da fare, quando i condomini si arrabbiano la polizia deve intervenire. La pubblica quiete innanzi tutto. Prima della capitale, prima della cultura, prima di tutto. A Ravenna si è arrivati addirittura alla vetta, quasi ironica, di proibire la vendita dei bomboloni nei forni che tenevano aperti la notte, perché non solo le birre, ma anche i bomboloni possono turbare la pubblica quiete.

«Da quando il comune di Modena ha deciso di vietare di bere all’aperto e di far chiudere i locali serali prima perché si faceva troppo rumore ho deciso che non scriverò mai più un libro ambientato a Modena» ha affermato furente lo scrittore modenese Ugo Cornia, che ha fatto delle serate trascorse in strada con una bottiglia di lambrusco una delle ispirazioni dei propri libri. «Anzi farò correggere tutti i libri vecchi nelle ristampe e farò sostituire il nome di Modena con quello di una città a caso non so Trento, e rimpiazzerò le lasagne con i canederli».

A lamentarsi sono alcuni cittadini, ma i sindaci gli corrono dietro a suon di regole e divieti sempre più rigidi. Che abbia contributo anche questo eccesso di zelo delle amministrazioni di centro-sinistra in favore del silenzio a portare voti ai giovani del Movimento 5 Stelle?