Sta per finire il mese del libro. E secondo Red Ronnie anche il mondo.

Ma pure l’Apocalisse, “il più grande flash-mob di tutti i tempi”, sarà un evento editoriale: verrà infatti tratta dall’omonimo libro di Giovanni, che per l’occasione sarà ristampato da tutte le case editrici in versione cartacea, e-book, audio-libro, libro+dvd, con ovvio profitto per tutti.

Il mondo dell’editoria dunque non è particolarmente allarmato dalla Fine del Mondo: dopotutto, anche la fine del libro è stata annunciata già tante volte. Ma è avvenuta solo qui, in Italia.

Secondo i dati Istat, sempre meno italiani leggono; e se leggono, leggono un libro l’anno -sempre se si può chiamare “leggere” l’operazione intellettuale d’interpretazione dei segni grafici comunemente detti “lettere dell’alfabeto” intervallati da segni d’interpunzione grafica chiamati “punteggiatura” che compongono un libro di Fabio Volo. Sempre se si può chiamare libro un oggetto contundente sfogliabile firmato Fabio Volo.

Inoltre, a leggere sono prevalentemente donne, giovani e laureati: le minoranze più discriminate d’Italia.

E pensare che la produzione libraria aumenta di anno in anno, e che questa produzione risponde alle “regole di mercato”. E il mercato editoriale, in quanto “mercato”, si fonda sul principio della domanda e dell’offerta: in base alla domanda dei lettori, gli editori offrono. Ma le case editrici si possono far dettare la linea editoriale dal 13,5% di una popolazione come quella italiana, soggetta ad un crescente analfabetismo di ritorno ?

Farsi dettare la linea editoriale in fatto di libri dagli italiani è come farsi consigliare un ristorante da Hannibal Lecter, o farsi suggerire metodi contraccettivi dal Papa, o affidare il proprio bambino alla Franzoni in pigiama.

Non si possono pubblicare libri per gli italiani; i libri vanno pubblicati contro gli italiani!

È giunto il momento che le case editrici italiane riconoscano il ruolo eversivo che svolgono rispetto al Paese, e sfruttino i vecchi e nuovi supporti editoriali (e-book in testa) per attentare alla mediocrità del lettore italiano. Una “Strategia delle Tensione” in corpo 11.

Altrimenti, con il panorama editoriale contemporaneo, meglio sarebbe fare dell’Italia un paese simile a quello immaginato da Ray Bradbury in Farhenheit 451: dove leggere (certa merda!) è considerato un reato, e dove uno speciale corpo dei vigili del fuoco è impegnato a bruciare… no, i libri no, sarebbe da nazisti… ma (certi) lettori, ecco, quelli sì!