Ecco alcune delle offese che Giovanni Ceccaroni, militante di Fli e componente del coordinamento romano del partito, mi ha rivolto in questi giorni dopo che avevo detto una cose che penso da anni e che ribadirei ogni volta che serve: “Uno che parla di lobby ebraica dovrebbe essere cacciato a calci in culo da un partito”.

“Nonostante quel che scrive l’autore infame del pezzo non sono né razzista né antisemita”
Giovanni Ceccaroni 

“Filippo Rossi è uno pseudo-giornalista fallito aspirante politico appanzato”
Giovanni Ceccaroni 

“Rossi chi molla”
Giovanni Ceccaroni 

“Filippo Rossi fa schifo come uomo e come giornalista”
Giovanni Ceccaroni 

“Filippo Rossi è un voltagabbana”
Giovanni Ceccaroni 

“Filippo Rossi è un fallito come il suo giornale”
Giovanni Ceccaroni 

“Hai mai provato a fare il maggiordomo?

Giovanni Ceccaroni ”
“A me Filippo Rossi fa schifo” Giovanni Ceccaroni 

Non ho dormito tutta la notte nel cercare di decidere se fare o meno la cosa giusta: denunciare per diffamazione chi ha pronunciato queste frasi. Alla fine ho deciso di non farlo per motivi che non ritengo opportuno dire.

Però voglio anche ribadire con più precisione la mia delusione umana e, soprattutto, politica per i tanti dirigenti e leaderini che hanno preferito non dire nulla su tutto questo, che continuano a rimanere in silenzio in nome di una distorta visione della militanza, che ancora si tengono nelle strutture di partito una persona capace di dire queste cose. Mi ripugna dirlo, ma sono convinto che il motivo di questo comportamento è l’inconscia convinzione che la colpa di tutto è di Filippo Rossi che ha denunciato una deriva culturale inquietante e non di chi apre la bocca solo per dare fiato alle trombe della propaganda, il silenzio di quelli che consideravo amici mi ha ferito molto più delle parole di Giovanni Ceccaroni, bravo ragazzo pieno di entusiasmo mal indirizzato. Potrei dire molto altro ma mi fermo qui, alle volte è davvero difficile dare una forma compiuta al disgusto che si prova.