Ogni anno in maggio diverse iniziative ricordano alle italiane di fare i controlli necessari per la diagnosi precoce del cancro al seno: autopalpazione, ecografia, mammografia, visita medica. Cose che sappiamo. Ma le facciamo? Sempre? Con regolarità?

Le vie per convincere una donna a fare questi controlli sono spesso cupe come l’angoscia che quel tipo di cancro desta: più acuta che per altre malattie e altre parti del corpo.

Fa eccezione una campagna dell’organizzazione canadese Rethink Breast Cancer, che punta sull’ironia per sensibilizzare le under-40: quattro belloni invitano le giovani donne a scaricare una app per iPhone o Android, con cui riceveranno periodicamente dal bellone prescelto un promemoria sui vari controlli.

Traduco liberamente dal sito: «Recenti studi mostrano che le giovani donne non si controllano il seno con regolarità. Altri mostrano che l’88% delle donne è più propenso a guardare un video se mette in scena un bell’uomo sexy. Tlc è un metodo fantastico per la diagnosi precoce del cancro al seno:

  • TOUCH: pratica con regolarità l’autopalpazione. Senti qualcosa di anomalo?
  • LOOK FOR: cerca eventuali cambiamenti e prendi coscienza della loro forma e consistenza.
  • CHECK: controlla tutto ciò che trovi di anomalo col tuo medico.»

In effetti il video è simpatico, anche se i belloni sono – come spesso accade nella comunicazione – un po’ troppo orientati al mondo gay per incontrare i gusti di molte. Ma a prescindere da questo mi chiedo: funzionerebbe in Italia? Ti viene voglia di scaricare le app? Seguiresti le indicazioni del promemoria, una volta attivato? Ma soprattutto: l’atmosfera giocosa del video riesce davvero ad alleggerire la tensione che i controlli al seno scatenano in molte donne?

Perché è questo, secondo me, lo scoglio più duro che le strategie di prevenzione del cancro al seno devono superare: l’angoscia che induce molte donne – irresponsabilmente – a rinviare o addirittura evitare i controlli. Invece ho l’impressione che i belloni convincano solo chi questa tendenza a rimuovere il problema già non ce l’ha.