Le elezioni tedesche del Länder Nordreno-Westfalia accrescono la portata politica delle elezioni francesi e greche. Tutte elezioni non interpretabili allo stesso modo, dalle mille implicazioni e da molteplici diversi risvolti, ma univoche nel loro significato generale di condanna senza appello delle politiche d’austerità e dei governi che le hanno radicalmente perseguite. Dunque via Sarkozy, via il greco Papademos ex numero due della Bce (toh, guarda un po’!), pesante sconfitta della Merkel. Anche in Italia l’esito delle amministrative è stato del medesimo segno, eppure la strada non muta: Monti sembra addirittura più saldo nell’assurdo e pirandelliano gioco degli specchi tra Pdl, Pd e Presidente della Repubblica.

E’ sorprendente il Presidente Napolitano: ha ingoiato e fatto ingoiare agli italiani tutto ciò che il governo Berlusconi partoriva (leggi vergogna comprese); poi nel momento di crisi acutissima della politica e dell’economia ha chiamato in campo i tecnici come unici possibili ‘salvatori della patria’ (e abbiamo visto con quali indecenti risultati!) e impedito libere e democratiche elezioni, ha così delegittimato non quel parlamento (ancora in piedi) zeppo di inquisiti, corrotti e condannati, ma i partiti tout court, ha contribuito alla cosiddetta esplosione del fenomeno Grillo per poi direttamente liquidarlo con sprezzo (mentre tante questioni poste sono sacrosante e dovranno essere raccolte dai partiti, che per la verità non sono tutti uguali come sostiene il guru a 5 stelle). Adesso sembra che per il Colle l’unica assoluta emergenza siano le riforme costituzionali ed elettorale. E lo spread? E la crisi economica? E il sistema delle imprese? E i lavoratori? Ma a costituzione vigente il Presidente della Repubblica può essere (me lo chiedo da giurista) parte tanto attiva e di impulso nel processo di modifica così profonda della costituzione?

Anche in Italia è possibile il successo delle sinistre che lottano contro queste politiche reazionarie e selvagge. E’ apparso evidente non solo dall’esito elettorale delle amministrative ma pure dalla manifestazione di sabato scorso indetta a Roma dalla Federazione della sinistra con migliaia di partecipanti. Ed è ormai altrettanto evidente che questa eventualità dia sempre più fastidio e che dunque occorra metter mano a un nuovo sistema di regole tale da impedire che il dissenso e il disagio sociale approdino nel futuro parlamento. Insomma il taglio delle ali, sarebbe l’obiettivo del Presidente della Repubblica, come gli analisti politici già da qualche settimana scrivono sui grandi quotidiani nazionali.

Un paese scoraggiante, l’Italia, davvero scoraggiante. La costituzione repubblicana del 1948 in gran parte non c’è più e si lavora per cancellarne ciò che ancora resta. Unica consolazione: il count-down è cominciato anche per il Quirinale… E vedremo come finiranno le elezioni politiche italiane nella prossima primavera.

PS. Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha elogiato il governo Berlusconi per il suo impegno antimafia, dimenticando un po’ di cosette di quel governo come la diuturna delegittimazione della magistratura, il progetto di riforma della giustizia e quello sulle intercettazioni, oppure che tra i ministri ce ne fosse uno rinviato a giudizio per reati di mafia. Quisquilie! Scandalosa, per il dott. Grasso, è stata invece la partecipazione di Ingroia a un congresso del Pdci… Meminisse iuvabit!