Ci siamo. Entro la fine del mese dovrà esser decisa la sede della nuova autorità dei trasporti ed entro la fine di maggio dovranno essere nominati i commissari.

E’ partito il toto-nomine e, addirittura, il toto-sede (qualcuno ha proposto Genova, altri Venezia). Sinceramente, ci sembra che piuttosto che discettare sulla sede, che non potrà che essere Roma per ragioni di costo e di tempo (se non ci credete, provate a raggiungere Genova da Roma, a proposito di trasporti; Venezia è bellissima ma in gondola…) sia più utile incoraggiare il governo a fare presto. A non imbrigliare la nascitura authority nella sete di prorogatio che sembra oggi ritardare il rinnovo delle autorità in scadenza, a causa dei veti incrociati tra i partiti, ignorando gli appelli alla trasparenza (www.vogliamotrasparenza.it).

Proprio con la nascita della ‘sua’ creatura – l’autorità dei trasporti ­- il governo dei tecnici può e deve dimostrare, secondo le promesse del ‘crescitalia’, la capacità di scegliere e di far prevalere le competenze tecniche dei civil servant.

Due fatti recenti dimostrano quanto urgente sia il varo dell’Autorità dei trasporti nei tempi stabiliti dalla legge.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha concluso un’ottima e documentata indagine in merito alla posizione dominante conseguita su talune tratte dalla “nuova Alitalia”, anche confrontandosi con lo spinoso tema della concorrenza, su alcune tratte, tra trasporto aereo e trasporto ferroviario. Le evidenze meticolosamente raccolte dall’antitrust dimostrano che la dominanza di Alitalia persiste e si è anzi rafforzata, con il rischio di ridurre permanentemente ogni entrata di concorrenti, con irreversibili danni per i consumatori.

Nel frattempo – fatto storico – nasce la concorrenza sui binari su scala nazionale. Limitata ancora ad alcuni tratti e ai servizi ad elevato valore aggiunto. Ma è, per il nostro paese, un’esperienza tutta da osservare e da regolare, dopo le difficoltà osservate sulle tratte regionali e sul trasporto merci. Sarà vera concorrenza? Ci saranno nuove sfide concorrenziali? Aumenterà la domanda di trasporto? Migliorerà la qualità anche per i treni regionali e locali? I pendolari avranno maggiori tutele?

Il ritardo nella costituzione dell’Autorità dei trasporti rischia di far decidere al mercato i futuri assetti, costringendo il regolatore ad inseguire piuttosto che a prevenire assetti monopolistici o oligopolistici, pur nel rispetto del principio della pubblica utilità e del servizio universale.

Assieme alla separazione proprietaria nel settore del gas, le riforme annunciate nel settore dei trasporti costituivano il nucleo centrale della legge ‘crescitalia’. Un loro rinvio sine die ne mirebbe fortemente la credibilità.