Visto che nei prossimi giorni si dovrà prendere una decisione in proposito, vorrei lanciare un appello a cui spero molti aderiscano. Per favore evitate di affidare il ruolo di portabandiera olimpico a Valentina Vezzali. Il perché di questa presa di posizione – inutile girarci intorno – risale all’orrenda performance dell’atleta nel corso di un Porta a porta di quattro anni fa. Ricordate?

Era l’autunno del 2008, ancora nel pieno della luna di miele tra molti italiani e il terzo governo Berlusconi, quello che godendo di ampia maggioranza in Parlamento e nel paese avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi e poi ci ha portato dove ben sappiamo. Ebbene quella sera Vespa aveva organizzato l’incontro del premier con gli atleti che avevano conquistato parecchie medaglie alle Olimpiadi di Pechino. Quando fu il suo turno, la Vezzali se ne uscì con un’incredibile trovata: “Presidente, da lei mi farei toccare”, recitò rivolgendosi compiacente a Berlusconi.

Stupendo calembour che giocava tra il significato specialistico del verbo riferito alla sua disciplina sportiva e altri significati che ognuno può immaginare. Un esempio di inutile servilismo, un servo encomio, come direbbe il poeta, forse neppure voluto dai protagonisti, forse ideato dai geniali autori del programma, già celebri organizzatori del “contratto con gli italiani”. Ma sempre un cattivo, pessimo esempio di sciocca adulazione del potere, (da chi fosse rappresentato non conta affatto), l’esatto opposto dei valori sportivi e di quelli olimpici in particolare.

Ora, poiché tutti i giorni ci sentiamo raccontare la storia degli sportivi che dovrebbero rappresentare un esempio virtuoso per i giovani e maggiore responsabilità hanno quanto più grande è il loro successo, per una volta trasformiamo la retorica in qualcosa di vero e passiamo dalle parole ai fatti. Quel cattivo esempio, anche se risale a quattro anni fa, che nel paese degli smemorati sono un’eternità, è in irrimediabile contrasto con il ruolo di rappresentanza di tutto lo sport nazionale, con i suoi valori e, se mi consentite un po’ di retorica, con la sua bandiera. Speriamo che se ne tenga conto.