Vittorio Grilli e Ignazio Visco

“La fase acuta della crisi italiana è stata superata” e ci potranno essere segnali di ripresa gà “dal terzo trimestre” di quest’anno. Lo ha affermato il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, nella conferenza stampa dell’International Financial Monetary Committee (Ifmc) a Washington. A livello internazionale, l’Italia sembra “tornata alla normalità” e anche il monitoraggio speciale dell’Fmi sui nostri conti pubblici deciso al vertice di Cannes “non è più necessario”.

Secondo Grilli, “gli effetti delle misure di risanamento e le tensioni sui mercati finanziari del credito daranno probabilmente un pil negativo nella prima metà di quest’anno. Ma ci sono segnali di miglioramento che suggeriscono una moderata ripresa a partire dal terzo trimestre”.

Il governo, ha aggiunto, “non sta tralasciando nulla”, e la priorità resta la riduzione della spesa per “il riequilibrio dei conti pubblici, senza cui non si possono costruire politiche strutturali di riattivazione della crescita”. Un riequilibrio che potrà avvenire anche con “eventuali dismissioni di patrimonio pubblico”.

L’unico modo per uscire dalla crisi, ha detto il viceministro dell’Economia (la delega di ministro è nelle mani del presidente del consiglio Mario Monti) “è fare le riforme che consentono l’aggiustamento dei conti e quelle strutturali per migliorare la crescita potenziale”. Insomma, non ci può essere crescita senza risanamento.

Grilli ha difeso a tutto campo l’azione del governo. “Bisogna evitare la sensazione che abbiamo fatto l’aggiustamento fiscale, ma nulla per la crescita e che dunque abbiamo sbagliato”, ha chiarito, precisando che non va confusa “la crescita potenziale di un’economia che è un fenomeno di medio-lungo periodo con il suo andamento ciclico”.

Alla conferenza stampa dell’Ifmc è intervenuto anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, secondo il quale nel nostro paese “le condizioni di accesso al credito si stanno normalizzando dal lato dell’offerta”, cioè degli istituti di credito.     Visco ha quindi spiegato che oggi “siamo in fase recessiva e c’è una riduzione del credito in atto che però in buona parte è già avvenuta”. Di conseguenza, il governatore ha invitato a verificare se la riduzione del credito è frutto di una difficoltà di accesso o, piuttosto, di una mancanza di progetti di investimento da parte delle aziende.