Dopo circa 5 mesi di governo è possibile tracciare qualche bilancio sulla bontà dell’autorevole squadra di Monti. Ed è da giorni che mi frullano in testa delle domande a cui rispondo sempre allo stesso modo, senza riuscire a trovare altre plausibili e soddisfacenti risposte.

1. L’Italia è uscita dalla crisi o questa è stata almeno attenuata? NO. 2. La situazione in Italia è rimasta almeno stabile? NO, perché le condizioni economiche e generali del Paese si sono aggravate. 3. La recessione è stata impedita? NO, e le previsioni del Fmi sono semplicemente terrificanti. 4. La nuova stagione di sacrifici è stata avviata, ed è condotta, all’insegna dell’equità? Neppure per sogno, perché lo squilibrio delle manovre finanziarie a danno dei ceti popolari, lavoratori subalterni e pensionati è ormai un inoppugnabile dato obiettivo. 5. Il governo ha allontanato da sé il sospetto, o l’accusa ‘infamante’ di essere il governo dei finanzieri e delle banche? NO; non passa giorno che non appaia sempre più palese il favore governativo verso il mondo della finanza e delle banche piuttosto che verso i cittadini e le forze produttive6. Il governo dei professori e dei tecnici continua a godere del consenso degli italiani? NO, soltanto un informazione addomesticata riferibile a grandi gruppi economico-finanziari si permette il lusso di elogiare lodi al governo Monti7. Il prestigio dei professori e tecnici di governo è intatto? Manco a dirlo, perché tanti di loro sono incorsi in clamorose, e sovente offensive, gaffes, mentre in altri casi hanno mostrato approssimazione se non addirittura impreparazione. 8. Perché il governo dei professori non emette neppure un suono gutturale su un terreno che dovrebbe esser loro caro e consueto: cultura, scuola, università e ricerca scientifica? Per carità di patria, evito di mettere nero su bianco la risposta che mi son dato! 9. Perché un governo cosiddetto liberale e liberista innalza ancor più il già insopportabile tetto della tassazione? Perché spesso liberali lo si è più a parole che nei fatti e perché è più semplice continuare a prelevare dai più esposti e deboli.

Un’ultima domanda, che rivolgo però volentieri al Presidente della Repubblica e al suo mirabile staff di consiglieri giuridici ed economici. E’ stato approvato dal parlamento italiano più squalificato della storia repubblicana, in spregio a elementari logiche giuridiche ed economiche, il pareggio di bilancio come principio costituzionale, bene! Poiché i più autorevoli osservatori istituzionali e non, in primis l’Fmi, sostengono che almeno nei prossimi due anni nessun governo sarà in grado di rispettare tale principio, se ne deve dedurre che ogni manovra sarà incostituzionale o che gli italiani saranno ridotti con la catena al collo? Insomma, tanti illustri e autorevoli professori e tecnici hanno genialmente messo l’Italia fuori dalla Costituzione?