Sarebbe Carlo Quarta il “mister X” che ha consegnato ad Andrea Masiello la valigetta con i soldi necessari per comprare il derby salvezza Bari- Lecce. Lui, imprenditore salentino del settore alimentare, avvocato, molto attivo nella movida del capoluogo barocco, è anche candidato nelle file del centrodestra, precisamente nella lista “Grande Lecce” a sostegno del sindaco uscente Paolo Perrone. Il suo nome sarebbe spuntato durante uno degli interrogatori del capitano dei biancorossi davanti al gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista e, poi, davanti al procuratore capo Antonio Laudati e al sostituto Ciro Angelillis. I verbali, però, sono stati secretati. Dalle informazioni che trapelano, tuttavia, si apprende che Masiello avrebbe riconosciuto in foto Quarta, che non è un dirigente del club, ma ai vertici dell’Unione Sportiva Lecce è molto vicino. Anzi, per gli inquirenti è lui l’emissario inviato dalla famiglia Semeraro, con cui era in contatto al momento della consegna dei 230mila euro in contanti presso l’Hotel Tiziano. Certo, il patron Giovanni Semeraro ci ha tenuto a ribadire ancora una volta l’estraneità ai fatti, anzi, “l’US Lecce- ha detto- è vittima di una ingiustificata presunzione di colpevolezza mediatica, perché sarebbe stato da folli mettere a repentaglio, per una partita, la credibilità personale e societaria costruita in cinquant’anni d’impegno in campo finanziario”.

Intanto, però, il cerchio si stringe, proprio nel giorno della scarcerazione, tra i fischi dei tifosi, di Masiello. Il gip Abbattista, infatti, gli ha concesso gli arresti domiciliari, a Bergamo, accogliendo il parere favorevole della procura, grazie al “comportamento collaborativo” dimostrato con i giudici.

Quel cerchio, però, stringendosi, potrebbe riservare sorprese, perché potrebbero essere non uno ma due i misteriosi “mister X”, che hanno incontrato il capitano barese autore dell’autogol clamoroso che, il 5 maggio scorso, ha evitato la serie B alla squadra giallorossa. Mazzette consegnate per un ammontare di 230mila euro, di cui Masiello avrebbe intascato 50mila euro, mentre 90mila euro a testa sarebbero finiti nelle mani di Gianni Carella e Andrea Giacobbe, che rimangono ancora dietro le sbarre.

Resta da chiarire, ora, se effettivamente c’è e com’è nato il rapporto tra Quarta e Masiello. L’amicizia sembra essere sorta negli ambienti baresi, molto frequentati dall’imprenditore salentino. Tutto, comunque, è da verificare. Ciò che è ritenuto altamente probabile, tuttavia, è che il nome di Carlo Quarta, se confermato ufficialmente dagli atti, sarà iscritto nel registro degli indagati.