Un giudice di Islamabad, in Pakistan, ha inflitto alle tre mogli e a due figlie di Osama bin Laden 45 giorni di arresti domiciliari con l’accusa di aver presentato documenti falsi e immigrazione illegale. Il loro avvocato Amir Khalil ha detto che dopo aver scontato la pena, che è applicata retroattivamente dal 3 marzo scorso, quando sono state formalmente arrestate, le donne saranno deportate ai loro paesi di origine. Le cinque donne sono state anche condannate a pagare 10.000 rupie pakistane, circa 83 euro.

Le vedove di bin Laden sono Amal Ahmed Abdul Fateh, Khairiah Sabar e Siham Sabar ed erano tenute in custodia sino dal raid che ha ucciso bin Lade n, il 2 maggio 2011. La sentenza è stata emessa senza un processo vero e proprio perché le donne si sono dichiarate colpevoli di falsa identità e immigrazione e residenza illegale e non ricorreranno all’appello. Il governo dello Yemen concederà alla vedova più giovane, la 31enne Amal Fateh, di tornare nel suo paese di origine, mentre l’Arabia Saudita, paese originario delle altre due moglie, sembra contraria a riaccettarle.

Secondo le autorità statunitensi la deposizione di Fateh sulle residenze di bin Laden dall’11 settembre 2001 sembra concordare con le loro teorie. In un rapporto della polizia del 19 gennaio scorso Fateh dichiara che avrebbe sempre voluto sposare un mujaheddin. Quando nel 2000 ha avuto la notizia che stavano preparando il suo matrimonio con bin Laden, è andata in aereo in Pakistan, ha attraversato il confine attraverso la città di Quetta, nella provincia pakistana del Baluchistan, ed è andata a Kandahar, in Afghanistan. Prima degli attacchi è avvenuta la cerimonia, anche se non ricorda esattamente quando. Ha vissuto con le altre due mogli e bin Laden fino agli attacchi del 2001.

Dopo l’11 settembre la famiglia si è divisa ed è andata ad abitare in case diverse. Fateh ha detto di essere ritornata in Pakistan, nella città meridionale di Karachi, con la figlia maggiore Safia, e che tutto è stato predisposto da una famiglia pakistana e da Saad, il primogenito di bin Laden. A Karachi Fateh ha cambiato casa sei o sette volte prima di tornare ad abitare con bin Laden a Peshawar, la città di frontiera capitale amministrativa ed economica delle Aree tribali di amministrazione federale, un’area di frontiera del Pakistan nord-occidentale controllata dalle tribù pashtun. Poi si sono trasferiti a Haripur, una cittadina nel nord est del Pakistan che serve come mercato per le città di Abbottabad e Mansehra. Ad Haripur nel 2003 Fateh ha dato alla luce la figlia Aasia e l’anno seguente il figlio Ibrahim, in entrambi i casi in ospedale.

Dal 2005 fino al raid del 2011 la famiglia bin Laden ha vissuto ad Abbottabad. Qui Fateh ha dato alla luce, ancora in ospedale, nel 2006 la femmina Zainab e nel 2008 il maschio Hussain. Fateh ha affermato di non aver mai chiesto il visto per stare in Pakistan e di essere e di essere stata aiutata da due famiglie locali, la famiglia Ibrahim e la famiglia Abrar.

Dopo il raid statunitense contro il complesso di bin Laden ad Abbottabad il governo pakistano si è detto oltraggiato di non essere stato prima informato dalle autorità americane. Il Pakistan ha sempre dichiarato di non avere la minima idea che bin Laden vivesse ad Abbottabad, cosa che Washington ha trovato difficile da credere, anche se non ha trovato prove che indicassero che gli alti funzionari pakistani ne fossero a conoscenza.