Oggi è in Aula il decreto semplificazioni (n.5 del 9/02/12). L’art. 51, c.2, si propone di rendere obbligatorie per 3 milioni di studenti all’anno le prove di valutazione standardizzate predisposte dall’Invalsi, di cui negli scorsi anni molti insegnanti, genitori e studenti hanno contestato la metodologia e la scientificità.

L’emendamento presentato – promosso da 13 associazioni (Ass. ne naz.le Scuola della Repubblica, Cisp-Centro Insegnanti Scuola Pubblica- Roma, Coordinamento Scuole Secondarie- Roma, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Cip Ass. Nazionale, Gdl dell’assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia, Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova, ScuolaFutura Carpi, Coordinamento Buona Scuola Carpi, La scuola siamo noi Parma, Ass. di Firenze Per la scuola della Repubblica, Cgd Pordenone, RsuIqbal Masih Roma) vuole rendere i test più scientifici (a campione, come nel resto d’Europa), più fruibili per le scuole (per favorire il processo di autovalutazione) e contenerne i costi che l’art. 51 intende scaricare sulle scuole e sui docenti, obbligandoli a gestirli gratuitamente.

Sono stati 4.869 gli insegnanti, genitori e studenti e cittadini  che hanno sottoscritto on line o su carta l’emendamento, che  è arrivato, grazie al sostegno di Pd e Idv, fino in dirittura d’arrivo, essendo stato uno dei 13 (dei 578 iniziali) su cui c’è stato l’ultimo confronto in commissione. Ieri il governo si è opposto alla approvazione di qualunque emendamento di merito al testo uscito dalla Camera.

L’emendamento allora è stato trasformato in ordine del giorno che ha avuto il parere favorevole del governo  e di tutta la commissione affari costituzionale (odg. G/3194/107/1):” Impegna il governo affinché, ai fini di un adeguato potenziamento del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche, siano assicurati adeguati criteri, tra cui la previa individuazione con metodo statistico del campione su cui effettuare le rilevazioni, nonché la somministrazione delle prove mediante rilevatori esterni adeguatamente formati e la diffusione dei risultati alle istituzioni scolastiche coinvolte“. L’approvazione potrebbe segnare una svolta sulla questione valutazione delle scuole e sull’uso distorto dei test standardizzati, che sta al mondo della scuola rafforzare con altre diffuse e decise iniziative e proposte.

Per il momento un grazie ai proponenti e a tutti coloro che hanno collaborato e firmato per svincolare la valutazione da una condizione imposta dall’alto; e investito energie per tentare di inaugurare nel nostro Paese una reale cultura della valutazione, che transiti attraverso studio e individuazione degli obiettivi, primo tra tutti il miglioramento del nostro sistema scolastico.