Sono due le strade percorse dalla società Terremerse, la coop di cui era presidente Giovanni Errani, fratello del governatore Vasco, indagato per falso ideologico. Due atteggiamenti opposti e contrastanti, tenuti nei confronti del Comune di Imola e della Regione Emilia Romagna, in merito alla costruzione di una cantina vinicola a Imola, al centro dell’indagine della procura di Bologna.

L’inchiesta del pm Antonella Scandellari, che vede nove persone iscritte sul registro degli indagati tra cui i fratelli Errani, ha accertato, grazie alle indagini della polizia municipale di Bologna, che i lavori per costruire la cantina vinicola a Imola proseguirono fino all’autunno del 2006. I muratori, invece, avrebbero dovuto concludere i lavori entro il 31 maggio 2006, condizione posta dalla Regione per ottenere un finanziamento da un milione di euro con fondi europei, statali e regionali. Eppure nell’ultimo giorno utile per ottenere il finanziamento europeo, Giovanni Errani firma un documento in cui comunica alla Regione di aver concluso i lavori.

Atteggiamento opposto, invece, a quello tenuto nei confronti del Comune di Imola, che nel marzo del 2007 riceve da Terremerse una dichiarazione di lavori ancora in corso. E solo nel luglio del 2007 si ha la formale dichiarazione di fine lavori. Infatti soltanto il 5 luglio 2007 la cooperativa presenta domanda di rilascio del certificato di conformità edilizia e agibilità, che ottiene il 10 gennaio 2008.

È su questo che si sono incentrate le indagini della guardia di finanza e della polizia municipale di Bologna, coordinate dal pm Scandellari e dal procuratore capo Roberto Alfonso. E il 16 marzo scorso sono stati notificati gli avvisi di fine indagine. Intanto sul caso Terremerse indaga anche la procura della Corte dei conti, perchè i soldi erogati alla cooperativa di Giovanni Errani sono pubblici.

La vicenda Terremerse si incentra su due diversi blocchi. Il primo riguarda la concessione del finanziamento di un milione di euro, che secondo la procura si basava su un presupposto falso, cioè la fine dell’opera entro il 31 maggio 2006. Per questo motivo, il progettista dello stabilimento di Imola, Gian Paolo Lucchi, il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Alessandro Zanotti e un altro funzionario regionale, Aurelio Selva Casadei, collaboratore del servizio aiuti alle imprese della Regione, sono indagati per truffa e per aver indotto in errore “con i raggiri e le falsità” la Regione sulla corretta ultimazione della cantina. Inoltre per truffa aggravata sono indagate, secondo la responsabilità amministrativa, le società Terremerse Soc. Cooperativa e Cantina dei Colli Romagnoli Soc. Cooperativa.

Il secondo aspetto della vicenda, invece, riguarda il presidente della Regione, Vasco Errani, indagato per falso ideologico in concorso con Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini, questi ultimi indagati anche per favoreggiamento personale nei confronti di Giovanni Errani. Secondo l’accusa Vasco Errani e i due funzionari, dopo aver letto un articolo sulla vicenda pubblicato nell’ottobre del 2009 dal quotidiano Il Giornale, in cui si metteva in dubbio quella concessione di un milione di euro, avrebbero concordato il contenuto di un documento poi presentato in procura.

Secondo il pm Scandellari il documento avrebbe avuto lo scopo di ridimensionare la posizione di Giovanni Errani e di sviare le indagini dal focus dell’inchiesta già in corso, con dettagli non veritieri. Un probabile autogol, che ha inguaiato il presidente e i funzionari, perchè avrebbero liquidato come semplice variante un permesso a costruire ex novo.