L’operazione condotta dalle teste di cuoio inglesi che ha portato alla morte degli ostaggi Franco Lamolinara e Cristopher Mc Manus “non è stata condotta secondo criteri ragionevoli”. A dirlo è il presidente del Copasir Massimo D’Alema che aggiunge: “Difficilmente può essere definito blitz una battaglia durata oltre un’ora e mezza, che si è conclusa con la morte degli ostaggi”. Le dichiarazioni di D’Alema sono state rilasciate al termine dell’audizione del direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, generale Adriano Santini.

“Abbiamo avuto le informazioni in possesso dell’Aise sulla vicenda e sull’operazione militare. Dal resoconto – spiega D’Alema – emerge con chiarezza la necessità di un ulteriore chiarimento con le autorità britanniche per approfondire tutti gli aspetti della questione, sia a livello di servizio, sia a livello politico”. E la visita in Italia nei prossimi giorni del ministro degli Esteri inglese, ha aggiunto, “sarà l’occasione perché siano forniti chiarimenti più convincenti sullo svolgimento del blitz”. Dall’audizione, inoltre, ha rilevato D’Alema, “sono emersi anche altri problemi sulla nostra presenza lì, sulla nostra capacità operativa autonoma e sul rapporto tra servizi italiani ed alleati”.

E il comunicato ufficiale che ha chiuso la riunione conferma la linea italiana: «Si conferma la necessità che gli organi competenti assumano più precisi elementi informativi dalle autorità britanniche» – rileva il Copasir, che nei prossimi giorni ha in calendario anche l’audizione del viceministro della difesa e del direttore generale del Dis (il dipartimento che coordina i servizi italiani) anche per capire meglio quale sia la capacità dell’intelligence italiana in Nigeria e «al fine di approfondire i rapporti con i servizi dei paesi alleati per rendere più efficiente il sistema informativo italiano con l’obiettivo di giungere successivamente ad un confronto sugli aspetti di carattere politico con il presidente del Consiglio nella sua qualità di responsabile del sistema di informazioni per la sicurezza del nostro Paese».

Nelle stesse ore in cui il Comitato parlamentare per la sicurezza si riuniva a Roma, a Gattinara, paese di Franco Lamolinara, veniva proclamata una giornata di lutto cittadino. La camera ardente è stata riaperta questa mattina, in attesa dei funerali solenni che si sono celebrati alle 15 nella chiesa di San Pietro. Tra le corone di fiori, anche quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governo, rappresentato dal ministro degli esteri Giulio Terzi. Il capo dello stato ha mandato un messaggio personale alla famiglia dell’ingegnere, che è stato letto durante la cerimonia: «Tutto il paese le è vicino», ha scritto il presidente rivolto alla moglie di Lamolinara, aggiungendo che l’ingegnere «appartiene a quella schiera di italiani che fanno onore all’Italia». Un altro telegramma è arrivato dalla famiglia di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita a ottobre in Algeria: «Benché lontani e sconosciuti abbiamo vissuto la vostra stessa logorante attesa e anche per questo che vi siamo vicini con tutto il cuore e le poche forze che ancora di restano».

I riflettori sulla disputa diplomatica tra Londra e Roma si stanno spegnendo, dopo che il governo britannico ha promesso di condividere con l’Italia ogni informazione utile a fare chiarezza e dopo che lo stesso governo italiano ha spiegato che, oltre il necessario bisogno di accertare i fatti, non c’è però alcuna volontà di creare un caso internazionale.

Un tassello della ricostruzione è stato affidato alle analisi dei Ris, che oggi hanno ricevuto un frammento di proiettile recuperato dal corpo di Lamolinara. Le analisi dovranno stabilire il tipo di proiettile per capire se è credibile la versione ufficiale, quella cioè che attribuisce l’uccisione di Lamolinara e McManus ai sequestratori, che li avrebbero freddati al momento del blitz. I rilievi fatti sul corpo dell’ingegnere piemontese hanno riscontrato che Lamolinara è stato raggiunto da quattro proiettili, uno dei quali mortale alla testa, apparentemente sparati da distanza ravvicinata. Sul fronte delle indagini, inoltre, il sostituto procuratore Francesco Scavo, della procura di Roma, potrebbe anche avviare una rogatoria internazionale per acquisire dalle autorità britanniche l’esito dell’autopsia effettuata su McManus nonché i video e le foto fatte durante e subito dopo il blitz.

di Joseph Zarlingo