Il palco crollato all'interno del Palacalafiore di Reggio Calabria

Era già successo a dicembre, a Trieste, per il tour di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Ora la storia si ripete. Un altro appuntamento, un altro artista di fama internazionale (Laura Pausini), un’altra città (Reggio Calabria), la stessa dinamica: crolla la struttura di ferro che dovrà ospitare la musica, muore uno degli operai che stavano lavorando per allestire il palcoscenico. Questa volta, però, il bilancio è anche peggiore, perché oltre alla vittima ci sono anche due feriti, che per fortuna non rischiano la vita. Uno dei due ha riportato fratture in varie parti del corpo ed è ricoverato negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria con una prognosi di 30 giorni. Meno grave, invece, l’altro operaio, che ha riportato lievi contusioni ed escoriazioni. E’successo stanotte al Palacalafiore del capoluogo calabrese, dove stasera si sarebbe dovuta esibire la cantante. Il concerto, infatti, è stato annullato, come confermato da Maurizio Senese, l’organizzatore dell’evento, secondo cui “dopo quello che è successo e la morte di un giovane, oggi non è il momento di pensare ad altro”.

La causa dell’incidente è simile a quella del 12 dicembre scorso a Trieste. Un cedimento strutturale ha fatto crollare e ‘scivolare’ la struttura metallica sovrastante il palco, che si è abbattuta sulle gradinate e su alcuni operai, che erano intenti a fissare le illuminazioni aeree. La struttura ha colpito in pieno uno dei lavoratori, che è morto sul colpo. Gli altri suoi colleghi, con lesioni non gravi, sono stati portati in ospedale. La vittima si chiamava Matteo Armelini, 32anni, di Roma, dipendente della cooperativa Insieme di Castelvecchio Subequo, in provincia de L’Aquila. La ditta forniva il personale addetto al montaggio delle luci per i concerti del tour di Laura Pausini. Armelini, al momento del crollo, si trovava in alto sulla struttura che, cadendo, lo ha schiacciato. Sulle cause dell’incidente, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta e ha immediatamente disposto il sequestro di tutta la struttura. Sul posto sono già all’opera la polizia scientifica e i vigili del fuoco, che dopo la fase del soccorso hanno iniziato i rilievi per stabilire la dinamica e le cause del cedimento strutturale. Il lavoro degli inquirenti dovrà stabilire ciò che ha provocato il crollo. Oltre alla morte dell’operaio di origine romana, l’incidente ha provocato anche seri danni al Palacalafiore.

”Siamo venuti giù di botto, io sono finito per terra in un secondo, e non ho ancora capito perché”: parola di Luca D. B., tecnico rigger che si occupa dell’ancoraggio dei motori del palco. “Ero sul tetto del palco e stavo proprio lodando le condizioni di sicurezza quando tutto è venuto giù: sono stato il primo a soccorrere quel ragazzo, gli ho sentito il polso ma non c’è stato niente da fare. I soccorsi sono stati immediati, ma anche loro hanno capito che eravamo di fronte ad una tragedia”. Il testimone oculare della tragedia, poi, ha spiegato che “il tetto del palco era a circa 15 metri di altezza e a venir giù, senza farci niente, siamo stati in 4. Ci siamo ritrovati per terra senza aver percepito niente di anomalo prima. Per me può anche essere stato un terremoto… Sono il primo a voler capire cosa sia successo: ho una certa esperienza e devo dire che tutto mi sembrava a regola d’arte. La mia sensazione è che tutto fosse montato perfettamente e in sicurezza. Penso che noi 4 non ci siamo fatti niente proprio perché lassù era tutto corretto. Quindi vorrei proprio che mi dicano cosa sia successo”.”Lo dico perché questi palchi si montano con un progetto preciso e se non mi sentissi sicuro a quelle altezze neanche ci salirei – ha continuato il rigger ancora visibilmente scosso – Stavamo montando 8 motori, quelli dove si appendono amplificatori e luci”. Soccorsi immediati per la vittima, ma inutili: “Era letteralmente sotto di me quando sono caduto, si sono precipitati tutti, nel palazzetto c’erano tutte le forze dell’ordine, ma credo sia morto sul colpo”. Gli operai che lavoravano all’allestimento del palco incriminato sono stati accompagnati in Questura per essere sentiti dagli investigatori. La polizia, che sta conducendo le indagini, spera così di avere elementi utili per risalire alla causa del crollo della struttura che ha provocato la morte di Matteo Armelini.

Nessun commento, invece, da parte di Laura Pausini, rimasta nell’albergo Altafiumara di Santa Trada di Cannitello, a Villa San Giovanni (quindi alle porte di Reggio Calabria). Lo staff della cantante, tramite gli addetti dell’hotel, ha fatto sapere che per ora la cantante non commenterà l’incidente, ma sulla home page del sito della Pausini, tuttavia, l’operaio è stato ricordato, parole nere su sfondo bianco, con un “Ciao Matteo”. Sulla su apagina Facebook, invece, si legge anche un altro messaggio della Pausini. “Il nostro lutto è totale. E devastante. Ciao Matteo” ha scritto Laura Pausini, secondo cui “noi che siamo la tua famiglia in tour, ci inchiniamo davanti a te”.

Chi ha parlato, invece, è stato Lorenzo Jovanotti, che ha mandato “un abbraccio a Laura e alla sua squadra” prima di riflettere sulla questione sicurezza durante la preparazione dei concerti. “E’ necessaria una discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare il livello di sicurezza per noi addetti ai lavori e per il pubblico” ha detto Lorenzo Cherubini su Twitter. Tre mesi fa a Trieste un giovane operaio morì nei preparativi per un concerto di Jovanotti, che si dice “vicino alla famiglia di Matteo Armelini”, esprimendo “molto dolore per quello che è accaduto di nuovo stanotte”.

Una rivisitazione delle norme è stata chiesta anche dalla Cgil, che tramite il segretario confederale Vincenzo Scudiere, ha sottolineato come quella di Reggio Calabria è “l’ennesima morte che dimostra e conferma come anche in questo settore c’è bisogno di intensificare i meccanismi di controllo per prevenire i rischi”. “Dal primo marzo ad oggi – ha ricordato il sindacalista – sono cinque i morti sul lavoro, da Gorizia a Roma per arrivare a Reggio Calabria. Ciò dimostra che è sbagliato ‘semplificare’ fino ad annullare i controlli per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come prevede il decreto legge semplificazioni. C’è bisogno di applicare le norme e intensificare i controlli e i ministri competenti farebbero bene ad incontrare i sindacati”.