L'allenatore del Milan Massimiliano Allegri

Da una parte il Milan, la squadra di proprietà dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dall’altra, SportMediaset, la testata sportiva della tv che è controllata dalla Fininvest, la holding di casa Berlusconi. In mezzo, una polemica che ha creato non pochi imbarazzi ai vertici dell’azienda e che causa un precedente tutt’altro che gradevole nei rapporti tra le due società di famiglia. Tutto nasce da una dichiarazione rilasciata dall’ex arbitro Paparesta nel dopo partita di Atalanta-Milan, storia di domenica scorsa. “Non è da rigore l’intervento su Pato“, dice l’opinionista Mediaset. “E invece sì”, lascia intendere piccato Massimiliano Allegri, tecnico dei rossoneri. Il confronto si accende e la diretta si chiude con i due che non sorridono più.

La cosa non finisce lì. Perché il Milan fa sapere alla redazione di SportMediaset che non è felice di quanto sia successo. Ma c’è di più. Decide che non concederà interviste in esclusiva ai giornalisti della testata nella settimana calda del derby. Scoppia il caso. Il comitato di redazione di SportMediaset non ci sta e diffonde a stretto giro di posta una nota nella quale scrive: “Con grande rammarico l’assemblea dei giornalisti di SportMediaset deve segnalare pubblicamente un episodio preoccupante sul fronte dei rapporti sport-comunicazione: nella settimana che precede il derby calcistico di Milano, l’ufficio stampa del Milan ha fatto sapere alla redazione di SportMediaset che quest’ultima, contrariamente alla consuetudine, non potrà in questi giorni avere a disposizione interviste a tesserati del club dopo le divergenti valutazioni sul rigore concesso in Atalanta-Milan”. In chiusura arriva il carico: “L’episodio si qualifica da sé e purtroppo sono sempre più frequenti le ritorsioni delle società di calcio nei confronti dei media che esprimono opinioni non gradite”. SportMediaset contro Milan, una riedizione di Kramer contro Kramer in salsa milanese (e berlusconiana).

“Da parte nostra, non c’è alcun caso – fa sapere a ilfattoquotidiano.it il responsabile della comunicazione del Milan, Giuseppe Sapienza -. E’ una cosa più grossa di quello che sembra. E comunque, è tutto già rientrato. Detto questo, ci sembrava giusto dimostare solidarietà al nostro tecnico con un gesto importante. Allegri è stato attaccato in diretta da Paparesta e Pistocchi per un rigore che a detta della maggior parte degli addetti ai lavori era solare, mentre invece Mediaset lo ha letto in modo diverso. Ma va bene, l’opinione diversa ci sta. Non ci sta il fatto che i due opinionisti abbiano utilizzato un approccio aggressivo nei confronti del nostro allenatore, che peraltro è una persona calmissima. Ripeto, l’allarme è rientrato, è tutto a posto, guardiamo avanti. Certo, non ci aspettavamo la nota del cdr di SportMediaset, e forse non se l’aspettavano nemmeno i vertici della testata, ma il caso è superato”.

“Ma cosa c’entriamo noi con gli opinionisti? L’assurdità della vicenda è che noi stiamo stati oggetto di una ritorsione per una cosa che non ci riguarda direttamente”. E’ questo il pensiero di Gianluca Mazzini, uno dei giornalisti che fanno parte del cdr di SportMediaset. Che giustifica i contenuti della nota diffusa alla stampa aggiungendo che “hanno fatto tutto loro. Hanno litigato con l’opinionista e hanno espulso noi. Non è solo il Milan che fa così. Ma il caso è clamoroso perché noi siamo stati beffati due volte. Perché agli occhi dell’opinione pubblica noi siamo quelli amici del Milan. E allo stesso tempo siamo i più penalizzati, incredibile”.

Dalla società rossonera fanno sapere che ora è tutto a posto, che l’allarme è rientrato. Questione chiusa? “Lo vedremo domenica sera, dopo il derby. Noi faremo il lavoro che ci lasceranno fare. Il pubblico a casa valuterà e si farà un’opinione. Aggiungo che statisticamente non porta bene litigare con i cdr. Perché tutte le volte che è successo, la squadra che ha dato il via alla polemica ha perso. Non gliela sto tirando, ne prendo atto. Era successo anche all’Inter. E’ antipatico lavorare così…”.