Meno 36 milioni di trasferimenti per il federalismo rispetto al 2011, meno 5 milioni e 840mila dai costruttori in crisi, più 22 milioni di addizionale Irpef oltre ai 35,6 di Imu previsti con l’applicazione delle massime aliquote. Per non dire dei debiti. Insomma meno entrate e più tasse, la festa è finita a Parma. Lo dice il bilancio previsionale 2012 del commissario Mario Ciclosi, illustrato in Comune nel corso di una conferenza stampa mai così sobria negli ultimi anni: presenti solo giornalisti, niente pletora di collaboratori e cortigiani ai quali l’ex sindaco Pietro Vignali aveva assuefatto la città.

E dal taglio del personale parte il commissario, ormai nelle vesti del tutore arrivato dopo i bagordi, per illustrare il documento finanziario. “Una delle cinque azioni volute dal Comune – ha spiegato – è stata proprio la riduzione della spesa corrente per il personale, voce che ha permesso di recuperare 4,3 milioni di euro”. Tra i capitoli sforbiciati figurano i contratti di Direttore e Ispettore  generale del Municipio, il taglio dei dipendenti a tempo determinato (che già sta facendo imbufalire molti ex lavoratori) e delle esternalizzazioni dei servizi educativi oltre al blocco del turnover del 2011. “Stiamo insomma tornando all’apparato essenziale del Comune” ha commentato Ciclosi affiancato dai sub-commissari Sergio Pomponio e Michele Formiglio. “Nonostante il momento critico dell’economia  – ha tenuto molto a precisare il sostituto sindaco – abbiamo garantito i servizi alla persona, per i quali siamo riusciti ad ottenere un pur leggero incremento passando dai 49, 98 milioni del 2011 ai 50,49 della programmazione 2012”. Quattro gli obiettivi in definitiva: mantenere le prestazioni di welfare e servizi educativi; contrastare la disoccupazione, anche con l’istituzione di un fondo; pagare le imprese lasciate a bocca asciutta da Vignali; chiudere il conto con i creditori.

Rigore più una strizzata d’occhio all’antipolitica: a pagina 33, l’ultima del fascicolo per la stampa, ecco la chicca. E’ la tabella dei costi lordi mensili – e semestrali – della ex Giunta Vignali messi a confronto con quelli dell’attuale Amministrazione Ciclosi: si è passati dai 103mila euro di spesa mensile della Giunta “champagne” ai soli 14mila della conduzione commissariale, mentre i 5mila euro e mezzo mensili di stipendio del commissario sono gli stessi che prendeva prima il sindaco. Mossa da qualcuno già definita “troppo mediatica” mentre anche nel Pd si levano mugugni per un presunto “eccesso di protagonismo da parte di questo commissario, che dovrebbe parlare di meno con la stampa”.

Ciclosi però tira dritto e passa a spiegare le entrate correnti: “Nel 2012 saranno di 205 milioni e 103mila euro contro i 194, 466 del 2011, con un incremento di soli 10 milioni e 637 mila anche a causa della drastica riduzione deitrasferimenti statali rivelatasi un’autentica mazzata”. Sospeso inoltre il famoso Quoziente Parma, il sistema di adeguamento delle tariffe al reale reddito delle famiglie: “Costa troppo” ha tagliato corto il commissario.

Quindi via al capitolo debiti: sono 96,4 milioni quelli scaduti del Comune, che Ciclosi conta di far rientrare in 24 mesi al massimo. “All’inizio avevamo ipotizzato un tempo di risanamento di 5 anni, poi abbiamo ristretto il raggio di previsione a due”. Oltre 9,7 milioni del totale, inoltre, sono già stati saldati nei giorni scorsi mentre altri 37 il commissario conta di pagarli nel corso dell’anno. “Il tutto nel rispetto del patto di stabilità, che pone regole molto rigide”. Tra queste, in particolare, il divieto di finanziare la spesa corrente con entrate straordinarie di conto capitale, “prassi che invece molto ha inciso nel passato sui bilanci del Comune”. Del resto tra gli obiettivi principali della manovra figura proprio l’abolizione del malcostume finanziario del ricorso ai contributi di costruzione per sostenere le uscite quotidiane.

Considerata di rilievo anche l’istituzione di un fondo triennale di 46 milioni di euro a garanzia di eventuali svalutazioni di crediti e di potenziali debiti. E a proposito: il passivo famoso di 600 milioni di euro delle società partecipate risulta ridimensionato dal bilancio preventivo, ed è pari a 422 milioni e 489mila euro: “Di questi solo 260 milioni quelli attribuibili alle reali partecipazioni societari del Municipio e in ogni caso – fa sapere Ciclosi – non vi sarà alcuna interferenza tra casse del Comune, che saranno salvaguardate e casse delle municipalizzate”. Dati e considerazioni che provocano proteste e dissensi nel Pd, tra le cui fila molti restano convintissimi – dati alla mano – che il debito delle società sia molto più alto. In ogni caso, entro 20 giorni il bilancio dovrà essere approvato dai revisori dei conti del Comune. E voci sussurrano: “Quei 20 giorni gli esperti se li prenderanno proprio tutti…”.