Gianluca Casseri

Le opere, le opinioni, la visione del mondo del killer di Firenze hanno trovato cittadinanza dentro e fuori la rete. Fino a quando, oggi, ha impugnato la magnum 357 scaricandola contro dei senegalesi e uccidendone due prima di rivolgerla contro se stesso (leggi). Gianluca Casseri era un simpatizzante di CasaPound Italia, afferma una nota dell’associazione di estrema destra. “Ma come altre centinaia di persone in Toscana, e altre migliaia in tutta Italia, alle quali, come del resto avviene in tutti i movimenti e le associazioni e non solo in Cpi, non siamo soliti chiedere la patente di sanità mentale”. Come a dire, era pazzo. Peccato che fino a oggi quel pazzo frequentasse con passione tutti gli snodi neri della rete in cui si annidano il culto dell’estrema destra, l’antisemitismo, il revisionismo. Tanto che sugli stessi siti gli internauti frequentatori abituali lo indicano non solo come un “eroe” ma come un “intellettuale”. Tutto per via di quella passione per il fantasy che ha coltivato fin da ragazzo e diffuso attraverso riviste, libri, cicoli, siti e forum online. E’ lui stesso a raccontarla nella presentazione sulla fanzine dei cultori di Tolkien dell’ultimo romanzo esoterico “Le chiavi del caos”: “All’età di dodici anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere”.

Sulla sua collaborazione attiva con Casapound Italia, si diceva, si è scatenata una polemica tutta dentro l’estrema destra. “Con noi non c’entra nulla. Era un cane sciolto”, ripetono i luogotenenti del gruppo ma sono gli stessi frequentatori del sito a denunciare il loro tentativo di smarcarsi dalla figura dello scrittore-killer. Casseri, infatti, ha scritto più volte sull’Ideodromo, dove ci sono le linee teoriche di Cpi. Fino a qualche ora fa compariva una recensione della sua biografia su Adriano Romualdi, bandiera del neonazismo italiano, morto negli anni ’70. Ora non si trova più, come se fosse stato cancellato. “Ma come – scrive un simpatizzante – ora prendono le distanze da lui e rimuovono i suoi interventi, vergogna”.

Il nome di Casseri in rete è spesso abbinato alla sua rivista che edita fino al 2004 e poi al saggio “I protocolli del Savio di Alessandria” , nel quale – facendo il verso a Umberto Eco – rilancia la teoria antisemita del complotto mondiale degli ebrei, e le tesi negazioniste sull’Olocausto.

Chi lo ha frequentato lo descrive come un tipo introverso, chiuso e depresso. E in effetti la grande passione resta confinata in una sorta di sfogo personale, senza trovare né fuori né dentro il web il seguito sperato. Nel dicembre 2004 Casseri annuncia la cessazione delle pubblicazioni e lo fa con editoriale nel quale non c’è traccia di ragioni economiche, ma esprime il rammarico per la mancanza di un “pubblico”. “I nostri intendimenti – si legge ancora in rete – erano quelli di testimoniare l’esistenza di un modo di essere del fantastico, nonché promuovere una serie di dibattiti tra gli appassionati, in modo da stimolare una sana reazione nell’ambiente. Abbiamo finalmente preso atto che l’opera è assolutamente impossibile, visto che quell’ambiente (al di là di uno sparuto gruppo) non esiste più”.

Così la passione è diventa solitaria e si esterna solo nei circoli dell’estrema destra che – come Casapound a Pistoia – offrono ancora uno spazio di ascolto. “Ma attenzione perché è pericolosissimo derubricare il gesto di Casseri a follia. Certi commenti di ragazzotti esaltati che parlano di lui come un eroe impressionano, certo. Ma se passa ancora in giudicato l’idea del gesto folle rischiamo di far cadere gli ultimi anticorpi alla deriva della destra xenofoba”. Parola di Saverio Ferrari, tra i massimi esperti in materia, autore di numerosi saggi sugli ambienti neonazi e i legami con la destra politica più “presentabile” oltreché animatore del sito ‘Osservatorio democratico’. “Ancora non tutta la dinamica è chiara. Ma sembra ormai chiaro che non abbiamo a che fare con una follia improvvisata, con l’irrazionale che esplode, ma qualcosa che deve preoccupare molto di più. Abbiamo a che fare con una deriva sistematica che attraversa l’Europa e a tappe alterne si manifesta anche in Italia”. Perché qualcosa, quasi impercettibilmente, sta cambiando. “E’ in corso un’accelerazione in tutta Europa e in Italia siamo ad una fase di cambiamento perché da tempo la simbologia nostrana legata al fascismo viene lentamente sostituita con quella più radicale e pericolosa del neonazismo che non appartiene al simbolismo, alla cultura e alla propaganda della destra italiana. E in questo c’è una responsabilità oggettiva in chi presta il fianco a questa evoluzione. Il sindaco di Roma Alemanno, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà per fare due nomi di uomini delle istituzioni che hanno messo sotto la loro ala protettiva questi movimenti dell’estrema destra offrendo loro lo spazio per vivere, crescere ed evolvere verso forme ancora più radicali. Che esplodono un giorno, in un mercato di Firenze”.