Lui parla di “clamoroso equivoco” e si dice “sereno” e “convinto di aver chiarito tutto”. Attraverso una linea difensiva che conferma il suo istinto gregario nei confronti di Nicola Cosentino. “Chiedete a Nicola di quel prestito, io l’ho soltanto accompagnato in banca e manco sapevo dove stavo andando…”. Parola di Luigi Cesaro, deputato Pdl e presidente della Provincia di Napoli. Cesaro è stato interrogato dai pm della Dda di Napoli Francesco Curcio e Antonello Ardituro in qualità di indagato per concorso in frode bancaria con l’aggravante di aver favorito la camorra, nell’ambito dell’inchiesta “Il principe e la ‘scheda’ ballerina”, che ha vivisezionato i rapporti tra i clan dei Casalesi e la politica locale. Inchiesta dove è indagato anche Nick ‘o Americano, per il quale martedì scorso il Gip Egle Pilla ha inoltrato alla Camera dei Deputati la richiesta di autorizzazione a procedere all’arresto, con l’accusa di aver esercitato indebite pressioni presso una filiale romana dell’Unicredit per sbloccare una linea di credito di 5 milioni e mezzo di euro alla Vian srl di Nicola Di Caterino, cognato del sindaco di Casal di Principe Cipriano Cristiano, che intendeva realizzare il centro commerciale “Il Principe”. Società vicina alle cosche, secondo la Procura, attraverso cui riciclare i proventi dei clan Schiavone e Bidognetti, distribuire posti di lavoro, rafforzare clientele elettorali.

A quell’incontro a Roma, presso la filiale Unicredit di via Po, con Cosentino c’era anche Cesaro. Il presidente della Provincia di fronte ai pm ha minimizzato il significato della sua presenza al fianco del discusso parlamentare di Casal di Principe, sodale di mille battaglie per la conquista del Pdl napoletano e campano (Cosentino è, tuttora, coordinatore regionale, Cesaro è il coordinatore provinciale). Definendola casuale. Secondo la ricostruzione di Cesaro, Cosentino gli avrebbe chiesto di essere accompagnato da Mario Santocchio, referente del Pdl di Scafati, presidente della società provinciale dei trasporti di Salerno, che all’epoca scalpitava per conquistare candidature e spazio nel partito: era lui l’organizzatore degli appuntamenti coi vertici Unicredit. Santocchio infatti è il cognato di Cristofaro Zara, il funzionario dell’Unicredit dal quale dipendeva lo sblocco della pratica finanziaria. L’inchiesta rivelerà che la linea di credito è stata aperta nonostante l’inadeguatezza delle garanzie economiche e la falsità della fidejussione presentata. “Della questione finanziaria non so nulla – ha tagliato corto Cesaro davanti ai magistrati – dovete farvela illustrare da Nicola”.

Non è un bel momento per Cesaro. La manovra di Mario Monti rischia di svuotare le province e di privarlo della giunta. Una recente sentenza della Consulta ha stabilito la totale incompatibilità tra i ruoli di parlamentare e sindaco: la sua applicazione potrebbe essere estesa anche ai presidenti di Provincia, costringendolo a optare tra uno dei due incarichi. Infine l’ufficializzazione di un’inchiesta per vicende di camorra, che arriva dopo mesi di boatos. Vicende che un effetto, squisitamente politico, probabilmente l’hanno avuto: proprio ieri Cesaro ha annunciato la rinuncia a ricandidarsi alla guida del coordinamento provinciale del Pdl: “Ora è il momento di rinnovarsi, abbiamo molti giovani validi”.