La manovra trova una risposta dei sindacati che, però, si spaccano. Anche facendo un certo rumore, sia pure mediatico. Per lunedì 12 dicembre, infatti, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero. Ma mentre la prima lo farà di quattro ore su una propria piattaforma, le altre due hanno scelto ieri di indire, senza avvertire la confederazione di Susanna Camusso, una conferenza stampa separata proponendo due ore di sciopero. E’ l’effetto di fratture accumulate )forse anche la conseguenza di quanto avvenuto a Torino sul contratto Fiat, con una spaccatura evidente con Fim e Uilm), di un dialogo che non riparte ma ieri i tre sindacati principali hanno suonato con evidenza spartiti diversi. Il malumore e l’irritazione della Cgil si sono espressi in particolare su Facebook dove già nel ‘rimo pomeriggio, prima che il sindacato di Susanna Camusso annunciasse a sua volta l’intenzione di incrociare le braccia, si poteva leggere una comunicazione fredda: “Cisl e Uil hanno deciso di scioperare”. Fonti della Cgil spiegano: “La scelta di Cisl e Uil è in continuità con la ‘strategia del sottoscala’ di palazzo Grazioli”. Insomma, Bonanni e Angeletti, così come facevano con il minstro Sacconi, dicono in Cgil, si vedono di nascosto e decidono alle spalle della Cgil. Sul profilo Facebook della Cgil nazionale si legge ancora: “Spieghiamo i fatti così come vengono raccontati in Cgil prima della riunione della segreteria. Ieri, dopo l’incontro con il premier Monti, ci si era lasciati – tra Camusso, Bonanni e Angeletti – con la volontà di una iniziativa comune. Volontà confermata dallo stesso Angeletti che dava appuntamento per domani ai tre leader sindacali. Intanto nei territori la Cisl dava indicazioni per avviare iniziative autonome in risposta all’ipotesti temuta di uno sciopero della Cgil. Arriviamo così ad oggi. Alla conferenza stampa di Bonanni e Angeletti e alla decisione di uno sciopero delle due sigle”.

Decisione che prende in contropiede la Cgil e crea malumore, irritazione che sale, fino all’annuncio di quattro ore convocate dalla segreteria. I vertici del sindacato hanno passato il pomeriggio a discutere e decidere anche sull’onda delle pressioni giunte dalle categorie della Funzione pubblica e della Fiom, dalla minoranza interna ma anche da settori della maggioranza. Su Facebook, l’ultimo post emblematico: “Ecco quindi l’irritazione della Cgil. Al quarto piano sottolineano poi il maggior stupore della decisione di Bonanni e Angeletti. Il fatto cioè che davanti a provvedimenti così gravi il problema di Cisl e Uil sia unicamente quello di avere un confronto e non le necessarie modifiche. Quello che la Cgil rivendica con forza e che otterrà”. In serata il tentativo di ricomporre la frattura con l’annuncio di un incontro dei leader dei tre sindacati per mercoledì mattina.

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