La notizia, se confermata, sarebbe davvero da incorniciare e da mettere nel tinello di casa con le foto degli amati nonni. Maurizio Gasparri, sì proprio lui, il senatore, quello che ha prestato il suo nome alla legge sulle tv voluta da Berlusconi, avrebbe annunciato la presentazione di un provvedimento contro il conflitto di interessi.
Pentimento postumo? Un gesto di ribellione verso il sovrano? Un ritorno nella casa di Fini?

No, a quanto sembra Gasparri era infuriato per la presenza del ministro del Lavoro alla riunione con i presidenti delle Camere per decidere i primi sacrosanti tagli al costo della politica.

“Ci vogliono commissariare…” avrebbe urlato il senatore sdegnato e forse immemore del lungo commissariamento che l’Italia dovuto subire nel ventennio berlusconiano. “Ora colpiamo anche i manager, i tecnocrati, i banchieri..” avrebbe aggiunto il senatore in versione indignados; giusto proposito peraltro il suo, peccato che l’ex presidente del consiglio sia contrario persino alla patrimoniale e abbia consentito il rientro dei capitali illecitamente esportati dietro il pagamento di una cifra irrisoria.

A questo punto Gasparri avrebbe minacciato di presentare una legge sul conflitto di interessi. Nessuna paura, si riferiva al nuovo governo, non al vecchio.

Dal momento che a noi non piacciono i conflitti di interesse in generale e non solo quello di Berlusconi ci auguriamo che il senatore voglia davvero presentare la sua proposta.
Se avrà l’ardire di inserire la norma che prevede la incandidabilità per i titolari di pubbliche concessioni, per gli amministratori delle banche ed anche, ovviamente, per i proprietari di tv e giornali, noi assumiamo l’impegno non solo di votare a favore, ma anche di chiedere al Fatto di scrivere un pubblico elogio del Maurizio pentito.
Vogliamo scommettere che non accadrà?