Antonello Antinoro

Antonello Antinoro, eurodeputato del Pid (prima dell’Udc) ed ex assessore regionale in Sicilia, rischia 8 anni di carcere. I pm della Procura di Palermo, Lisa Sava e Gaetano Paci, hanno chiesto che il politico venga condannato per il reato di voto di scambio con Cosa Nostra. Secondo i magistrati, Antinoro avrebbe versato una mazzetta nel 2008 proprio in occasione delle elezioni regionali del 2008. Ma c’è di più, ad accusare l’europarlamentare sono due pentiti: Michele Visita e Manuel Pasta.

Visita ha raccontato agli inquirenti di aver partecipato a riunioni in cui sarebbero stati presenti alcuni uomini di Cosa Nostra. In uno di questi incontri, Antinoro avrebbe versato una mazzetta da tremila euro per un pacchetto di diverse decine di voti. Antinoro non ha negato di aver incontrato Visita, ma ha sempre sostenuto di aver versato i soldi per pagare un servizio di attacchinaggio manifesti. Il nome di Antinoro spunta nell’ambito dell’indagine denominata Eos che porta allo smantellamento del clan Resuttana di Palermo. I soldi versati da Antinoro sarebbero stati utilizzati poi da uomini del clan per pagare un avvocato, il legale del reggente del mandamento Resuttana, il boss Salvatore Genova, detenuto in carcere. Anche l’altro collaboratore di giustizia, Manuel Pasta, durante un riconoscimento fotografico ai carabinieri avrebbe dichiarato: “Alla foto 30 riconosco il dottor Antinoro. Preciso – continua – che la conoscenza è dovuta chiaramente al fatto che è uomo pubblico e non lo conosco direttamente. So però che la famiglia Genova – prosegue – lo ha sempre appoggiato e che durante le elezioni fece avere 3.000 euro come acconto per la famiglia di Resuttana e doveva dare successivamente un altro saldo di 6-7.000 euro e che questi soldi dovevano essere giustificati come soldi di attacchinaggio e spese di campagna elettorale”.

Il due dicembre ci sarà l’arringa del legale dell’eurodeputato, Massimo Motisi. Il giorno stesso o il giorno dopo, dovrebbe uscire la sentenza, ma uno sciopero degli avvocati potrebbe anche far slittare la data. Il processo si sta celebrando davanti la terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta dal giudice Fabrizio La Cascia. E Antinoro? Contattato da ilfattoquotidiano.it ha risposto: “Parlo solo attraverso sms“. Ed eccolo il lungo sms, un vero e proprio esercizio di retorica: “Continuo nel silenzio, che ho il dovere di mantenere, nella considerazione e nella certezza che il tribunale mi sta giudicando, valuterà – afferma – anche ciò che diranno i miei difensori” poi aggiunge “la politica va rappresentata anche con il riserbo e con il rispetto delle istituzioni. E’ così – precisa – che intendo rappresentarla, non volendo affatto contribuire – conclude – all’imbarbarimento del nostro Paese. Grazie, Antonello Antinoro”.