Ecco, l’ho fatto.

Stamattina ho comprato la mia quota di debito pubblico, sottoscrivendo una microbriciola del monte titoli da oggi all’asta, raccogliendo l’invito che non soltanto è venuto da singole sparse voci isolate ma da un sentimento comune. Perché? Innanzitutto, e sia chiaro che era una pregiudiziale dirimente, perché l’uomo che ha provocato l’aumento spaventoso del debito da 106 a 119 miliardi in tre anni se ne va. Poi perché mi sembrava una buona credenziale per avere voce in capitolo, dopo, a proposito delle lacrime e del sangue che, chiunque sia al governo, ci verrà chiesto di versare.

In altre parole, io ho pagato in proporzione alle mie possibilità. Adesso toccherebbe agli altri pagare in proporzione alle loro, di possibilità. Ho infatti sentito (Radio24, siti economici, etc) che il maxiemendamento stabilità prevede l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni ma non si accenna minimamente al fatto se da questa mannaia sono esentati i lavori usuranti (un autista Atac di quasi 70 anni? Un portantino di chirurgia? Un addetto alle presse? Un muratore su impalcature al 10° piano?) e se si pensa a un tetto massimo verso l’alto. Ho sentito parlare di abolizione della tariffa minima ma non di obbligo di pagamento con carta di credito né tantomeno dell’ipotesi per i privati di detrarre le fatture ai professionisti, non ho sentito nulla sulla abolizione dei 150 ordini professionali (cominciando dai giornalisti, altroché), non ho sentito neanche un accenno alla patrimoniale.

Ma davvero pensiamo che ne usciremo senza che i grandi patrimoni paghino la loro parte e che tutti, rigorosamente tutti, paghino le tasse?

Non ho sentito niente, soprattutto, a proposito della diminuzione per legge delle prebende mostruose che lorsignori banchieri incassano a ogni changez la femme. La miglior buonuscita del 2011, ad esempio, sarebbe quella di Cesare Geronzi (assicuratore da ultimo, ma prima banchiere) con 16,5 milioni di euro. Ma se ne ricordano altre, come quella incassata da Matteo Arpe.

Ha senso ricordare le sproporzioni nella ricchezza tra noi comuni mortali e coloro che, dei comuni mortali, reggono i destini finanziari e ne sono responsabili, proprio adesso, mentre si diffonde la parola d’ordine: compriamoci il nostro debito?

Eccome, se ha senso.

Oggi, la sottoscrizione con la procedura dell’asta prevede la possibilità di acquistare Bot a 6 mesi, di cui non si conosce il rendimento, e Btp a 5 anni con il rendimento del 4,75%. Si possono “prenotare” tagli con un minimo di 1.000 euro.

Per cominciare, per comprare il debito (cioè i titoli di stato) bisogna avere un conto titoli. E subito scopri che già quello ti costa: nella manovra di luglio il governo che ci sta facendo affogare ha lasciato un’imposta di bollo sui portafoglio-titoli, anche se contiene soltanto titoli di Stato: se ce l’hai, paghi 1,81 euro fino a un valore di 1.000 euro l’anno. Fino a 50 mila euro l’imposta è di 34,20, mentre è stata aumentata per i valori superiori: da 50 mila a 150 mila paghi 70 euro che diventeranno 230 nel 2013. Questo mi hanno detto alla Bnl. La quale, purtroppo, non è tra le banche che hanno raccolto la proposta di rinunciare alla commissione sull’operazione. Pertanto, mi toccherà pagare un ulteriore balzello dello 0,50 per cento, e ancora 10 euro a semestre per la gestione del conto titoli  non appena l’asta si concluda positivamente.

Tutto ciò ti viene cortesemente detto via telefono, mentre gli slanci patriottici subiscono una brusca frenata, dato che non era interesse della scrivente ingrassare Bnl-Bnp Paribas bas né qualsiasi altro istituto di credito. Ora, di quanto si potrebbero diminuire le commissioni e le tariffe fisse della banca se ai banchieri fossero calmierate, visto che siamo in crisi, le liquidazioni di cui sopra?

Aggiornamento del 12 novembre 2011, ore 13.04:

Cogliamo l’occasione di quanto riferito dalla Signora Lucca, per confermare che Bnl aderirà – il prossimo lunedì, 14 novembre – all’iniziativa “Btp Day”, in modo da consentire ai propri clienti l’acquisto dei titoli sul mercato senza alcun costo di negoziazione.
L’informazione fornita riferiva le normali condizioni di acquisti di titoli di stato (disciplinate per legge), non essendo stato ancora completato, al momento della richiesta, l’iter di informazione interna.

Bnl Gruppo Bnp Paribas
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