“La Marcia è più di un congresso, perchè tocca le case, si mostra al popolo, entra nel paesaggio, è atto più che  parola. Se noi avessimo detto: ‘Facciamo dei comizi per la fratellanza dei popoli’, molti avrebbero detto che sono i soliti comizi, dove parla uno solo che inveisce contro chi la pensa diversamente da lui! Nella marcia non ci sono capi, ognuno è uguale all’altro, e ognuno può esprimere la sua aspirazione con un cartello…”. Così 50 anni fa Aldo Capitini, indimenticabile figura di intellettuale e antifascista, presentava la prima edizione della marcia Perugia Assisi che si svolse il 25 settembre del 1961.

Le radici di quella marcia sono talmente vive che, domenica prossima, migliaia di donne e di uomini torneranno a ripercorrere quella strada che collega Perugia alla rocca di Assisi e torneranno a far sentire la loro voce contro le guerre, la corsa agli armanenti, la fame e la miseria crescenti, l’ingiustizia e l’esclusione sociale, il razzismo e la violenza.

Come ha detto il portavoce della Tavola della Pace, l’infaticabile e appassionato Flavio Lotti, sarà anche una marcia contro il degrado etico che ha colpito l’Italia e che l’ha ormai trascinata nel fango.

Articolo 21 ci sarà perché questa dovrà essere solo la prima tappa di un viaggio che si concluderà quando sarà staccata la spina al governo della vergogna e della censura.

Ci sarà perché in quella marcia ci saranno persone che non hanno mai accettato bavagli e censure, non solo quelle contro gli autori sgraditi, ama anche quelle contro i temi sgraditi, a cominciare dalla guerre dimenticate o dalla corsa al riarmo.

Ci saremo perché quelle donne e quegli uomini, molti i giovani e i giovanissimi, non si sono indignati a scoppio ritardato, ma hanno continuato e continuano a farlo tutti i giorni, reagendo anche alla ingiustizia sociale, alle prepotenze contro gli ultimi, alle guerre non umanitarie, ai falsi dossier prefabbricati dai governi per giustificare l’intervento in Iraq.

Ci saremo, infine, anche per ricordare e onorare il professor Aldo Capitini che, ricordiamolo, fu tra quegli undici professori, solo 11!, che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo e preferirono ritirarsi piuttosto che scendere a patti con il diavolo.

Mai come in questo momento ci sembra giusto onorare persone simili che, a tali patti non sarebbero mai scesi neppure in questi anni, a differenza dei tanti complici e conniventi che con il degrado etico ci hanno fatto affari.

Chi volesse partecipare alla marcia o ai seminari di preparazione, che inzieranno venerdì nei locali del Centro fiere di Bastia Umbra, consulti il sito della Tavola della Pace.