Il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro

E’ finito agli arresti domiciliari il sindaco di Arese, nell’hinterland nord di Milano. Gianluigi Fornaro, del Pdl, è accusato di corruzione in nell’inchiesta “Sottoveste” coordinata dai pm Stefano Civardi e Adriano Scudieri. Stessa sorte per il consigliere comunale della vicina Lainate Mauro Cattaneo, anche lui del Pdl (è il fratello di Flavio, amministratore delegato di Terna ed ex direttore generale della Rai) e per tre manager di aziende private.

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano ha notificato i provvedimenti tra le province di Milano e di Imperia, contestando a vario titolo i reati di corruzione, truffa, turbativa d’asta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, e sta procedendo a 12 perquisizioni presso sedi di società e abitazioni.

Fornari, secondo l’accusa, avrebbe preso tangenti su una fornitura di gas. L’inchiesta ha ricostruito una serie di attività illecite finalizzate alla truffa ai danni di una società ex-municipalizzata nel Comune di Arese, operante nel settore. La società sarebbe stata indotta ad acquistare “una fornitura civile e industriale” – questi per ora i dettagli diffusi dalla Finanza – a un prezzo maggiorato, “in modo da costituire una provvista corruttiva” a beneficio di due amministratori pubblici e di un commercialista, “soci di fatto e di diritto della società che aveva fornito il gas nell’ambito dell’operazione”. Nell’operazione sono indagate anche due società per illeciti amministrativi. I provvedimenti di custodia ai domiciliari sono stati firmati dal gip del Tribunale di Milano Micaela Serena Curami.

Il Partito Democratico chiede le dimissioni di Fornaro. “Sulla gestione della società avevamo già presentato diverse interrogazioni in consiglio comunale – ha spiegato Paola Pandolfi, segretario del Pd di Arese – sapevamo che qualcosa sarebbe successo ma non immaginavamo che si sarebbe arrivati all’arresto. Con le dimissioni del sindaco si potrebbe iniziare un nuovo corso per il Comune – ha concluso – contraddistinto da una maggiore trasparenza”. Ma la giunta, in una nota, fa sapere che “l’attività amministrativa continuerà”.

La ex municipalizzata coinvolta nell’inchiesta forniva gas ad Arese e ai paesi limitrofi (Pogliano Milanese, Nerviano e Lainate). Nei giorni scorsi, durante il consiglio comunale, c’era già stato uno strappo nella maggioranza, composta da una coalizione fra Pdl e Lega Nord, con le dimissioni di due consiglieri del Carroccio a causa di una polemica sulla gestione del centro sportivo della cittadina.