Vola lo spread fra Btp e Bund, dopo il taglio del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s. Il differenziale, dopo aver toccato i 398 punti, si assesta a quota 392, mentre quello tra i bonos spagnoli e gli equivalenti tedeschi è invece a 356 punti. Come da pronostico piazza Affari ha aperto in ribasso. A Milano il Ftse Mib è partito con un -1,29%, ma nel pomeriggio limita le perdite e sale a 1,91% a 14.356 punti. L’All Share ha fatto segnare un +1,68%. La migliore performance del paniere principale è di Fiat che chiude sui massimi a 4,30 euro (+7,16%). Il balzo in avanti dell’auto spinge anche il titolo Industrial, debole nella prima parte di seduta, che segna un +2,41% sul finale (Exor +2,96%). Tra i bancari, l’unico segno meno è di Bpm (-1,89%): Ubi (+2,80%), Mediobanca (+2,34%), Banco popolare (+1,91%), Intesa sp (+1,73%), Mps (+0,68%), Unicredit (+0,49%), e Bper (+0,06%). Molto bene Generali (+3,51%), mentre chiude sulla parità Fonsai (-0,07%).

Anche per le principali borse europee, aprono in rosso e poi tentano di recuperare: Francoforte registra un progresso del 2,88%. Parigi (+1,5%), Londra (+1,98%), Amsterdam (+0,58%) e Lisbona (+0,98%). Madrid guadagna lo 0,13%. Il presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet ha invitato oggi la Spagna a “nuove riforme strutturali” che le consentano di “raggiungere una crescita potenziale più alta possibile e di migliorare la sua produttività, ristabilendo cosi la fiducia degli investitori”. Sostanzialmente stabile Zurigo (+0,93%) dopo la decisione della Segreteria di Stato dell’economia (Seco) di rivedere al ribasso le sue previsioni di crescita per la Svizzera per il 2011 e il 2012. Atene ha aperto in rialzo, registrando un +0,67%, con l’indice Generale a 856,94 punti. Quella di oggi sarà una giornata particolarmente critica per la borsa ellenica: gli investitori sono in attesa dei risultati delle trattative fra il governo e i rappresentanti della troika.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale le pressioni sullo spread di Italia e Spagna non possono essere attribuite al deficit e al debito “ma riflettono i crescenti timori degli investitori sul legame fra i rischi sui debiti sovrani e quelli finanziari, e sulle prospettive che la politica di Eurolandia di arrivare a una cornice normativa per la risoluzione che sia convincente e duratura”.

Le borse asiatiche, frenate oggi dal calo dell’euro verso il dollaro e lo yen a seguito del taglio del rating all’Italia, non si riprendono dallo scivolone della vigilia, tanto che Tokyo cede l’1,6%. In controtendenza Shanghai (+0,41%) e Tokyo (+0,51%). Apertura positiva anche per Wall Street: l’indice Dow Jones registra un progresso dello 0,36% a 1.442 punti.