“Ci sarà pure un giudice a Berlino” è la frase con cui il mugnaio Arnold (o sua moglie Rosina) si rivolse all’imperatore Federico di Prussia per avere giustizia. Da allora, paradossalmente, è diventata l’espressione idiomatica per indicare l’autonomia dei magistrati di fronte alla prevaricazione del potere politico. I magistrati della Procura di Napoli hanno onorato quel detto, non si sono fatti intimidire dalla nuova raffica di menzogne e contumelie di Berlusconi, gli hanno proposto quattro date (da giovedì a domenica) per non sottrarsi ai suoi doveri di testimone (la legge è uguale per tutti!), dopo di che c’è la richiesta di accompagnamento coatto. Vedremo se il compagno di merende di Gheddafi fuggirà ancora (versione soft della latitanza di Craxi?).

A non aver onorato i propri doveri istituzionali sono invece Barroso e Van Rompuy, che si sono prestati a fare da “spalle” alla pantomima con cui il plurinquisito amico di Putin cerca una volta di più di sfuggire alla “legge eguale per tutti”. Berlusconi ha preteso l’invenzione a tambur battente di un “impegno” europeo fino ad allora mai ventilato, proprio per le stesse ore in cui avrebbe dovuto rispondere alle domande di Henry John Woodcock, procuratore aggiunto di Napoli. Barroso e Von Rompuy, entrambi del Partito popolare europeo come il plurinquisito di Arcore, hanno obbedito (Manzoni avrebbe detto: “La sciagurata rispose”).

Era davvero improcrastinabile vedere Berlusconi il 13? Non il 14, non il 12, ma proprio quando avrebbe dovuto rispondere ai magistrati (senza la possibilità di amnesie selettive o di mentire per la gola, perché in tal caso si procaccia l’incriminazione per testimonianza falsa e reticente)? Senza quel faccia a faccia i mercati non avrebbero creduto al “miracolo” che la manovra finanziaria italiana rappresenta (Berlusconi dixit)? Il risultato è che a chiusura dello spot pubblicitario di Strasburgo e Bruxelles lo spread con i bond tedeschi è schizzato a 407.

Barroso e Van Rompuy non possono pretendere miracoli dalla nostra ingenuità. Perché hanno permesso che le istituzioni europee diventassero teatro dell’ennesima sceneggiata berlusconiana? Oltretutto hanno rischiato grosso: se B. avesse esternato anche sulla signora Merkel? È perciò sperabile che i parlamentari di Strasburgo che prendono sul serio Montesquieu (e magari anche la democrazia) presentino contro Barroso e Van Rompuy una mozione di censura e trovino una maggioranza che, votandola, salvi l’onore dell’Europa.

Il Fatto Quotidiano, 14 settembre 2011