Si chiama: “Le nostre idee, i nostri fatti, i nostri lettori”, la seconda Festa del Fatto Quotidiano in programma da domani venerdì 9 a domenica 11 settembre nel parco La Versiliana di Marina di Pietrasanta.

I fatti. Nel mese di agosto, la media delle vendite in edicola del Fatto è stata di 80 mila copie, con punte di oltre centomila. Più 18 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Più i 24 mila abbonamenti. Più il record del sito web ilfattoquotidiano.it: 370 mila visitatori e un milione e settecentomila pagine viste ogni giorno.

I lettori. Restano i nostri veri proprietari. In questi due anni non ci siamo mai chiesti se avremmo avuto guai (e ne abbiamo avuti) pubblicando questa o quella notizia. Né ci siamo mai preoccupati degli interessi che andavamo a toccare. E neppure delle querele milionarie che a cascata i cortigiani del premier ci hanno fatto piovere addosso. L’unica domanda è sempre stata: è una notizia che può interessare chi ci legge oppure no? È vero, sullo stato di salute del nostro giornale ci ripetiamo spesso e volentieri. Però, mettetevi nei panni di un gruppo di giornalisti che ogni mattina sente di vivere un’esperienza in qualche modo unica e irripetibile. Essi sanno che il futuro del giornale (e quindi il loro futuro) dipende esclusivamente dalla fiducia che i lettori continueranno ad avere nella qualità e nell’indipendenza della testata. La festa è anche un’occasione per ascoltare ciò che i nostri lettori vogliono dirci. Stiamo interpretando nel modo giusto la realtà del Paese che essi vivono e spesso soffrono? Cosa vorrebbero leggere di più sul “loro” giornale? Cosa non funziona? Cosa va migliorato?

Le idee, infine. L’esperienza del Fatto dimostra che l’informazione autonoma dal potere non è utopia, ma è ripetibile e non solo sulla carta stampata o sul web. Per questo Michele Santoro sarà con noi domenica pomeriggio. Verrà a raccontarci la sua nuova sfida. Di come si possa fare una libera televisione d’inchiesta senza dover sottostare ai vincoli di un padrone, si chiami esso Rai, Mediaset o La7. Sarà, lo speriamo, l’anno zero di una nuova televisione che dipenderà soltanto da coloro che sceglieranno di sostenerla. Sì, come il Fatto con i suoi lettori. Buona festa a tutti.

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Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2011