Dopo le critiche di Angela Merkel di ieri che aveva definito la situazione italiana estremamente fragile,  l’Italia oggi è al centro delle osservazioni della Spagna. Secondo il portavoce dell’esecutivo iberico, Josè Blanco, l’Italia e la Grecia “non stanno rispettando gli obiettivi di risanamento dei conti, creando così sfiducia nei mercati. L’Italia si è rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento. Questo – secondo il portavoce – influisce sulla decisione dei mercati che devono acquistare il nostro debito e ci dirige verso una fase caratterizzata da una certa instabilità”.

Per Piazza Affari è stata una giornata convulsa, con apertura in calo, successiva ripresa e poi nuova pesante caduta. Il Ftse Mib chiude a 14.049,71 (-1,98%). Nel pomeriggio un lieve miglioramento grazie al dato Usa sull’Ism servizi migliore delle aspettative. Le novità introdotte nella manovra di riequilibrio dei conti pubblici non ha avuto un effetto sui mercati finanziari. Tra le banche Intesa scende sotto la soglia psicologica di 1 euro, chiudendo a quota 0,997 per un calo del 3,11%. Unicredit perde il 4,45%, Monte Paschi il 4,33%, Bpm il 3,74%. Si salva solo Mediobanca con un -0,40%. Tra gli assicurativi Unipol a -4,58%, Generali -2,60% dopo che Barclays ha abbassato il giudizio sul titolo. Debole l’intero gruppo Fiat, con l’auto a -3,87%, Fiat Industrial -5,40%, Exor -6,52%.

Continua quindi il nervosismo sui mercati finanziari, dopo il crollo di ieri (-4,83% a Milano). E continua la pressione sui titoli di Stato italiani. Da registrare il nuovo record storico dell’oro – 1.912,81 dollari l’oncia – trainato al rialzo dai timori per la crisi del debito nell’eurozona. Lo spread tra Btp decennali e bund tedeschi apre a 368 punti e tocca i 373, per poi assestarsi a 365 punti.

Male anche le borse europee: Lisbona -2,47%, Francoforte -1%, Parigi -1,13%, Amsterdam -1,45%, Madrid -1,16%, Bruxelles -1%. Londra guadagna l’1.6%. Fa eccezione Zurigo, con un’impennata della Borsa svizzera dopo la decisione della Banca nazionale di fissare e fare rispettare un cambio minimo con l’euro a 1,20 franchi. L’indice principale Smi ha chiuso a quota 5367,24 (+4,36%).

Le Borse asiatiche hanno seguito l’andamento negativo di quelle europee e hanno chiuso le loro sedute in calo. Debole in particolare Taiwan (che cede il 2,44% con tensioni anche sui titoli di Stato dell’isola) e Tokyo, in calo di oltre due punti percentuali e ai minimi da due anni e mezzo. I timori di una nuova recessione globale appesantiscono Wall Street che si avvia a chiudere i “primi tre peggiori giorni di settembre della storia”. Il Dow Jones, intorno alle ore 18.05, perde l’1,85% a 11.033,87 punti. Il Nasdaq cede l’1,66% a 2.439,10 punti. Gli investitori attendono gli interventi del presidente Barack Obama e del presidente della Fed, Ben Bernanke, giovedì prossimo per valutare possibili nuovi aiuti.