La pagina facebook del gruppo "NO all'abolizione del riscatto della laurea e del servizio militare"

Con gli emendamenti alla manovra, messi nero su bianco ieri nel corso del vertice tra Berlusconi e Bossi, gli anni impiegati per conseguire la laurea e i quasi due di servizio militare obbligatorio sono letteralmente “buttati”.

A partire dal 2012, infatti, nel conteggio dei 40 anni di lavoro effettivo necessari per andare in pensione, non saranno presi in considerazione. Con l’aggravante, per chi ha già riscattato la laurea, che quegli anni incideranno però nel computo della pensione. Quei tre, quattro o cinque anni di studi universitari, o i 18 mesi di servizio di leva statale, in altre parole, sono considerati come un periodo in cui si è guadagnato andando quindi a influire negativamente sul valore della pensione che, per le nuove generazioni con meno di 18 anni nel 1995, sarà calcolato con metodo misto (contributivo e retributivo).

La misura, in sostanza, incide soprattutto sui nati negli anni ’80. Che manifestano tutta la loro rabbia con gli strumenti propri di quella generazione: i social network. Su facebook e twitter infiamma la polemica contro i ritocchi alle pensioni del governo: “Ho pero 18 mesi della mia vita. Poi mi fanno vedere le bandiere dell’Italia per i 150 anni bla bla bla…” scrive Giuseppe Orfanelli, che aggiunge: “Se potessi farei sparire questo Stato”.

Qualcuno sottolinea l’ingiustizia della cancellazione della supertassa a carico del ceto medio-alto: “E’ troppo semplice far pagare sempre chi non può fare nulla e deve subire le angherie di questi quattro burattini che fanno quello che gli pare e piace, perché hanno tolto di mezzo il contributo di solidarietà per i redditi alti?”

Ma oltre a sfogarsi ci sono utenti, come Valeria Matteini, che invitano i colpiti dalla misura a reagire: “Chi studia …perde tempo o costituisce un potenziale utile per l’Italia? Io ho già pagato migliaia di euro per il riscatto e ora si prendono il “bottino” e dicono arrivederci e grazie? Occorre reagire decisamente!”

L’utente di twitter Luca Bettini avanza l’ipotesi che il peggio debba ancora arrivare: “Preso avremo bisogno di una terza manovra. Non hanno ancora imparato a guidare l’Italia”, scrive. E anche sul social network da 140 battute c’è chi, come Tiglath90, stigmatizza l’assenza di proteste organizzate: “Mamma, ancora c i massacrano sulle pensioni e noi non diciamo nulla.”

Chissà se la protesta, questa volta, riuscirà a passare dalla dimensione virtuale a quella reale.