Il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma insieme per la tradizionale conferenza stampa di Ferragosto. Emigrazione, sicurezza stradale con l’inserimento di un nuovo reato di “omicidio stradale”, affollamento delle carceri, gli argomenti principali, ma anche qualche accenno alla manovra fiscale appena approvata.

Il nuovo reato di “omicidio stradale”. Introdurre il reato specifico di omicidio stradale per chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. E’ il provvedimento che i ministri dell’Intero e della Giustizia si propongono di portare in uno dei prossimi Consiglio dei ministri, dopo il caso dell’automobilista ubriaco che ha causato la morte di quattro persone sull’A26 ed è in libertà. “E’ utile distinguere – secondo Maroni – l’omicidio colposo rispetto a chi, mettendosi al volante ubriaco o sotto l’effetto di droghe, provoca vittime come è successo l’altro giorno. Dopo quello che è accaduto sull’A26 – ha detto da parte sua Palma – crediamo che l’introduzione di un reato specifico sia una necessità. La nuova figura non deve consentire un abbassamento della pena e deve permettere la possibilità dell’ arresto in flagranza differita come avviene per la violenza negli stadi”.

Maroni: “Il parlamento garantisca spazio per emendamenti a manovra. ”La manovra del Governo non è blindata. Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali. Mi auguro che i tagli ai comuni si possano azzerare introducendo altre misure”. Il premier, ha spiegato Maroni,“deciderà con un proprio provvedimento quali settori tagliare per quanto riguarda i ministeri. Io ho chiesto di non procedere ad ulteriori tagli alla sicurezza e sono certo che Berlusconi ne terra contò. Ciò – ha aggiunto – mi fa pensare che si potranno mantenere gli stessi standard di sicurezza attuali”.

“Si azzeri il taglio ai Comuni”. “Bisogna prestare grande attenzione – ha sottolineato Maroni – ai tagli alle autonomie locali e, in particolare, ai Comuni, che hanno già subito notevoli riduzioni negli stanziamenti. Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per azzerare il previsto taglio ai Comuni di un miliardo e 600mila euro”. Si può evitare di colpire i Comuni, ha proseguito il ministro, “attuando varie misure di cui hanno parlato i giornali: l’Iva, la tassazione dei capitali scudati, la lotta all’evasione, le proposte dell’opposizione che valuto con interesse”. “Il taglio delle province, previsto nella manovra del governo porta con sé una diminuzione delle prefetture ma non una diminuzione della presenza delle forze dell’ordine sul territorio”, ha assicurato il titolare del Viminale.

I numeri del’immigrazione: gli sbarchi. Fino al 31 luglio sono sbarcati inItalia 24.769 migranti provenienti dalla Tunisia e 23.267 dalla Libia. “Con la Tunisia – ha spiegato Maroni – c’è un interlocutore, che è il governo tunisino e ciò ci sta consentendo di tenere sotto controllo il fenomeno (ci sono due voli di rimpatrio ogni giorno), con la Libia no: dieci giorni fa ho incontrato il ministro dell’Interno del Consiglio nazionale di transizione libico, ma poi l’organismo è stato sciolto”. Finché ci sarà la guerra in Libia, ha aggiunto, “il controllo dell’immigrazione non sarà possibile, per questo chiediamo una soluzione rapida delle operazioni militari che è l’unico modo per gestire il fenomeno”.

I rimpatri. Il ministro ha anche illustrato i numeri dei rimpatri: 13.667 fino al 31 luglio e “vogliamo arrivare a 30mila a fine anno”. Oggi, inoltre, ha informato, “ho firmato il decreto che da attuazione alle norme sui rimpatri assistiti. Tutti quelli che arrivano dalla Libia chiedono asilo e stimiamo che il 35-40% di questi riceverà lo status di rifugiato. Per chi non lo otterrà mettiamo a disposizione i programmi di rimpatrio assistito, altrimenti saranno comunque rimandati indietro”.

Frecciatina finale per l’Europa: “Si tratta di un contributo insignificante, ma non voglio polemizzare, ce la caveremo da soli”, ha concluso Maroni.