Succede che è un anno che vivi a Londra, hai trovato lavoro e vivere qui ti piace. Ne capisci qualcosa di questa città, hai vari amici inglesi e hai, ovviamente, una casa.

Succede poi che, dopo un pò che vivi altrove, inizi a ricevere mail da persone che non sentivi da anni. Cugini di trentacinquesimo grado di compagni di classe (che non sopportavi) hanno saputo che vivi a Londra, hanno trovato il tuo contatto su Facebook e vogliono chiederti consigli sul vivere all’estero, sul lavoro, sulle case. Amici di amici che guarda caso hanno scoperto che vivi dove loro stanno per trasferirsi.

E così, manco fossi un’agenzia di collocamento, parte l’annosa routine del “toto-mail all’amica che non sento da secoli”:
“Ciao, come stai, arrivo la prossima settimana a Londra e non so davvero dove stare! Mi chiedevo, mi ospiti per qualche giorno?”
“Ciao!!! Ma a Londra che tempo fa? No perché vengo tra un pò e mi chiedevo se piove sempre! Che mi devo mettere?”
“Ciao!Ma che bello, ho visto che vivi a Londra! Mio cugino di terzo grado si trasferisce lì quest’estate. Ma Londra, é pericolosa?”

E varie ed eventuali mail con argomenti che spaziano da: lavoro\casa\previsioni metereologiche con cenni sulla quantità di pioggia cadute nell’ultimo mese.

Io cerco di essere disponibile con queste personalità che mi prendono per l’agenzia del lavoro e il metereologo di turno, ma non è semplice. Vivo pur sempre in un monolocale. Siamo pure in due. E in matematica faccio schifo, non so le percentuali di pioggia cadute nell’ultimo trimestre.

Una volta presa la decisione di trasferirsi a Londra, il cugino di terzo grado vede bene di trovarsi un posto dove stare e degli amici. Ed è lì, amico mio, che devi stare attento a non sbagliare.
Tu, cugino di terzo grado, non devi fare come molti degli italiani che conosco, che hanno deciso di restare nella cerchia degli italiani a Londra: loro hanno solo amici italiani. Parlano sempre italiano. Lavorano con italiani. Convivono con italiani perché “sai, io con gli inglesi non mi trovo tanto bene”. Vivono da anni in Inghilterra e il loro inglese é peggio di quando sono arrivati.
Devi essere diverso dagli altri. Tu, devi uscire con gli inglesi.

Entra a far parte della cultura British, lascia gli italiani. Li ritroverai a casa, quando tornerai. Mica scappano. Lasciati coinvolgere da domeniche a base di arrosti con il gravy, da pinte di birra scura e da partite infinite a Monopoli al pub. Dalle rassegne stampa con tutti i giornali sul tavolo della cucina, davanti alle uova strapazzate con il bacon. Fai conoscenza con il famoso e temuto diary inglese: l’agenda piena d’impegni che non possono essere modificati in alcun modo o, se possono essere modificati, non di certo con felicità.

Gustati le numerose e meritate pinte post-lavoro con i colleghi. Goditi quel senso dell’umorismo così sottile e le discussioni sui perfetti Gin&Tonic. Scopri il mondo delle feste per inaugurare il trasferimento in una nuova dimora. Ti aspetteranno lunghissimi tavoli pieni di alcolici, e minuscoli tavoli con poco cibo. E molte cupcake.

Esci e scopri posti che altrimenti non scopriresti, angoli della cittá sconosciuti a chi non ha vissuto qui. Ascolta le storie di chi da adolescente andava a spasso per Shoreditch e Brixton e in altre cittá dell’Inghilterra.

Non fare come gli italiani che restano tra di loro, in disparte: Londra è da scoprire, non solo da vivere in orario d’ufficio. Fatti portare in giro: a nord, a sud, a est e a ovest della City. Ti accorgerai che Covent Garden non è poi questo granché. Non ricrearti il tuo piccolo mondo italiano in un mondo di opportunitá, di luoghi, di idee e di storie molto piú ampio di quello che tu possa immaginare. Non perderti la parte piú bella di vivere all’estero: conoscere la vera realtá della gente con cui hai deciso di stare, della cittá in cui hai deciso di vivere. E non della realtá in cui sei nato.

di Costanza Pasqua, blogger