La locandina dello spettacolo "Pinocchio è scaduto"
La locandina dello spettacolo
Tizio Re è il presidente padrone di una nazione occidentale, la sedicente Batalia, ormai in esilio su unisola deserta in compagnia soltanto della sua fidata curatrice dell’immagine. Scacciato da un anno dal suo Paese regno, Tizio è abbandonato anche dal fido ghostwriter Folgerichtig, arruolatosi alla corte di Assantumo, nuovo padrone di Batalia. L’esilio per Tizio ha un effetto analitico, visto che si ritrova per la prima volta a riflettere su stesso, sul suo impero prima costruito e poi sfasciato dalle stesse dinamiche che lo avevano creato. Di questo parla Pinocchio è scaduto, l’ultimo spettacolo del regista e attore palermitano Giacomo Guarneri. Un spettacolo che diventa anche concerto con la presenza sulla scena dei musicisti Domenico Surdi, Mauro Terranova ed Egidio La Rocca.

Uno spettacolo che strizza incredibilmente l’occhio ad un ipotetico periodo del post-berlusconismo, o meglio del dopo Berlusconi. Un lavoro teatrale e antropologico non indifferente che riesce a raccontare non solo il potente in esilio ma anche le dinamiche che lo hanno portato prima al potere e poi alla disgrazia. Dinamiche che sono incredibilmente simili al racconto degli ultimi vent’anni di politica italiana.

“E’ stato un impegno costante durato quasi due anni – racconta l’autore Guarneri – Ho cercato un modo efficace per avvicinarmi a quela figura di leader assoluto attuale, un modo per raccontarla in maniera sentita, un punto di vista non banale, dato che su Berlusconi esiste ormai un pubblicista e una filmografia, anche antropologica, sterminata”.

Pinocchio è scaduto riesce a raccontare il sistema berlusconiano narrandone e descrivendone gli aspetti tipicamente sociologici. Un vero e proprio affresco del sistema berlusconiano in cui la spettacolarizzazione ha ormai invaso ogni campo cognitivo pubblico. E’ per questo che Tizio Re racconta di aver raggiunto il successo grazie soprattutto ad un unico trucco: la risata. E quando prova a riconquistare Batalia, utilizza l’unico modo efficace che conosce: ovvero un videomessaggio televisivo. Ma senza il suo fidato ghostwriter, l’ex presidente riesce a produrre davanti alle telecamere soltanto una sfilza d’improperi nei confronti di improbabili “calciatori della serie A” rei di avere ormai conquistato troppo potere e di aver delegittimato ogni potere eletto dal popolo. Uno sketch che rimanda immediatamente lo spettatore ai numerosi interventi offesivi del premier italiano nei confronti della magistratura.

Ma non è solo B. il tema del racconto, nonostante le analogie tra Tizio Re e il premier italiano siano numerosissime. “Pinocchio è scaduto vuole andare oltre la figura di Berlusconi – dice Guarneri – La semantica del premier, le sue valorizzazioni negative, sono di dominio pubblico. Lo sanno tutti che tipo di essere è, ma non è questo il punto. Possiamo dire che in Pinocchio è scaduto di B. c’è un po’ di più del 50 %. Poi c’è una fetta di C“.

In effetti sulla scena non viene portata soltanto la figura del magnate di Arcore, ma vengono passate in rassegna le varie figure di tiranno attuale. In una cornice scenica in cui fanno capolino i ritratti di Andreotti, Mussolini, Chirac, Nixon e – dulcis in fundo – Bettino Craxi, lo spettacolo di Guarneri è un’analisi psichica e antropologica del sistema della propaganda nei regimi attuali, i regimi scaturiti in ogni caso da una libera elezione.

Sistemi che anche quando sono sconfitti continuano ad affascinare una parte della popolazione. Non per forza quella corrotta (che è già salita sul carro dei nuovi potenti) ma spesso quella più umile, meno attrezzata culturalmente e per questo affascinata dal mito di Tizio Re, sempre pieno di donne e con la risata stampata in faccia. Pinocchio è scaduto è quindi uno spettacolo che va oltre B., e proprio per questo suona quasi come un fantastico auspicio futuro.

In alto, la locandina dello spettacolo Pinocchio è scaduto. Per ingrandire clicca qui