Il migliore di tutti noi”. Ci voleva un ex sindaco comunista (Fivizzano) per la metamorfosi dell’anno: Sandro Bondi, l’ex ravanello, rosso fuori e bianco dentro. Solo lui poteva scippare a Palmiro Togliatti l’attributo “Il migliore” per fregiarne Angelino Alfano: perché? Ipse dixit, “Silvio Berlusconi ha indicato come segretario il migliore di tutti noi”.

Che dirà il leader storico del suo ex partito? Per fortuna, i morti non parlano, ma crediamo sia lecito immaginare il peggio. Anche perché, da poeta fine qual è, Bondi sa che con le parole non si scherza: per sua stessa bocca, si ritrova cornuto e mazziato, in prima persona singolare e riflessiva, anzi, autolesionista. Aveva rimesso nelle mani di Re Silvio il mandato di coordinatore del Pdl all’indomani delle elezioni amministrative, oggi l’ex di tutto (comunismo, Beni culturali, coordinamento, etc.) Sandro saluta “migliore di tutti noi” il suo successore ultra-potenziato, l’ineffabile Alfano. Che dirà, dunque, Togliatti?  “Veniamo da molto lontano e andiamo molto lontano! Senza dubbio! Il nostro obiettivo è la creazione nel nostro Paese di una società di liberi e di eguali, nella quale non ci sia sfruttamento da parte di uomini su altri uomini”.

Voce dall’oltretomba, perché qui stiamo ancora dalle parti di Hegel, tra servo e padrone, seppure i tempi siano cambiati, come ha osservato Benigni: “Non c’è niente da fare Silvio vuol rimanere nella storia. Vuole un appellativo che sia per sempre: Togliatti era il migliore, Prodi il professore, Berlusconi il trombatore!”. Chi mancava all’appello? Appunto, il trombato, “il miglior trombato di tutti noi”. E no, non è poesia, ma prosa di Palazzo.