Perché in Italia i governi di destra durano mediamente di più di quelli di sinistra?

Mi ponevo questa domanda riflettendo sul recente sì alle nozze tra omosessuali approvato dallo Stato di New York, un fatto che secondo me si rifletterà su quell’ipotesi di coalizione che dovrebbe mettere insieme Pd, Sel e Idv alle future elezioni politiche.

La sinistra italiana in effetti è chiamata a prendere posizione su questo tema, o secondo un’altra prospettiva, questo tema si candida ad essere la nuova pietra dello scandalo su cui franerà l’ennesimo tentativo di comporre una sinistra unitaria in Italia.

Del resto siamo alle solite. Una sinistra vincente può essere solo quella che riuscirà a mettere sul tavolo un’idea di Paese, sgombrando il campo dai tatticismi, dalle ambiguità legate alla ricerca del consenso da parte del mondo cattolico. E quindi sarà vincente quella sinistra che saprà dire una parola chiara sul tema delle unioni omosessuali, come sulle questioni cosiddette “etiche”.

Ho letto che negli Stati Uniti c’è un senatore, tale Mark J. Grisanti, repubblicano conservatore di Buffalo, che nonostante sia stato eletto promettendo di opporsi alle nozze gay, alla fine ha votato ‘sì’, dichiarando: “Chiedo scusa a chi si sente offeso ma non posso negare a una persona, a un essere umano, a un contribuente, a un lavoratore, di avere gli stessi diritti che abbiamo io e mia moglie”.

Un fatto del genere è onestamente inimmaginabile qui in Italia. E con questo si torna alla domanda di partenza.

I governi di destra durano di più perché i principi culturali su cui poggiano le alleanze fra i partiti che li compongono sono spesso fattori secondari, e cioè l’idea di Paese che sta alla base di un governo di destra è in primo luogo affaristica e reazionaria. Dunque questa destra non “propone”, ma “si oppone”: si oppone agli stranieri, ai gay, ai rom, a tutte le forme di innovazione politica e sociale operate dalle forze innovatrici.

È perciò logico che una coalizione fondata sul rifiuto risulti mediamente più salda di una aperta al confronto.

Una volta Victor Hugo disse: “Se Dio avesse voluto che l’uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa”. E se Dio non ha fatto mistero di essere progressista, mi chiedo cosa aspetti uno come Bersani.