“Bisogna fare qualcosa per fermare questo abuso”. E’ questa, secondo alcune fonti interne, la posizione del Pdl nei confronti della pubblicazione delle intercettazioni del ‘caso P4’. Bloccare quello che per molti è uno “stillicidio mediatico” è l’obiettivo dei parlamentari. E all’interno della maggioranza si sta valutando come intervenire. Mentre oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato visto a lungo a colloquio con il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. E non è escluso che l’argomento potessero essere proprio le indagini della procura di Napoli dove ritornano spesso i nomi di diversi ministri e sottosegretari. Al telefono con uno dei principali indagati dell’inchiesta, Luigi Bisignani, lo aveva detto lo stesso ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: “Se escono le intercettazioni con me mi rovini!”.

Ieri il premier era tornato sulla questione intercettazioni con alcuni deputati del Pdl, riferiscono le stesse fonti. Lanciando un nuovo allarme nei confronti del tentativo, a suo giudizio, di gettare fango sulle istituzioni. Un esempio d’azione potrebbe essere la ripresa del provvedimento che aveva concluso il suo iter in Commissione giustizia della Camera e calendarizzarlo di nuovo per l’Aula. Al più presto. Ma nel Pdl c’è anche chi ipotizza di utilizzare un decreto legge. Al momento, comunque, dicono dal partito, non è stata presa alcuna decisione.

Durante una pausa dei lavori alla Camera si è poi svolto un lungo colloquio tra Berlusconi e Di Pietro. Terminata la prima parte della seduta, il premier – dopo aver parlato velocemente con alcuni deputati – si è avvicinanto al tavolo delle commissioni, dov’era seduto il leader dell’Idv. I due hanno preso posto all’estremità del tavolo e si sono parlati a lungo. Berlusconi è stato visto gesticolare in modo animato, mentre Di Pietro lo ascoltava. Ogni tanto tra i due anche qualche sorriso. “Voleva parlare con uno dei leader dell’opposizione per dire che il suo governo sta facendo il bene del Paese – ha riportato l’ex magistrato -. E il leader dell’opposizione gli ha detto che farebbe bene al Paese se se ne andasse al più presto”. “Non soffro di gelosia – ha risposto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ai cronisti che gli chiedevano un commento – Beato lui…”.