Ho convocato i miei figli per chiarire con loro che il tema della successione di un sistema aziendale – grande o piccolo che sia – va preparato con attenzione e tranquillità, nel rispetto dei tempi necessari, se lo si ritiene un valore sociale sia per chi vi lavora dentro e più in generale per gli ambiti sociali sui quali necessariamente interviene.

Chi mi sostituirà, rinnovando, troverà da una parte forza nella sua gioventù, ma anche la resistenza di chi vede ormai avvicinarsi il proprio limite e la perdita di agi e consuetudini contratte con lo scorrere del tempo. Resistenza che potrà manifestarsi con caratteristiche forti e in certi casi violente. L’invecchiare non è mai cosa semplice e indolore. Chi non si è curato per tempo di queste complessità mette a dura prova la propria stabilità emotiva.

Sia i miei figli, che quelli di chiunque altro, devono trovare il coraggio e assumere il proprio ruolo.

Così come per i figli di B. Per loro non c’è niente da fare se non tirare dritto ed assumersi le responsabilità dell’avvenire. Anche perché, viceversa, tutto crollerebbe, come il solito regno svenduto per un cavallo. A meno che quest’ultima soluzione non risulti la migliore per la propria e altrui sopravvivenza…