L’Egitto ha deciso questa mattina la riapertura permanente del valico di Rafah, punto di accesso alla Striscia di Gaza, il territorio palestinese controllato da Hamas e soggetto all’embargo imposto da Israele. Il via libera era atteso da numerose persone su entrambi i lati della frontiera, in un clima di entusiasmo. La chiusura era stata decisa nel 2007 da Hosni Mubarak dopo la vittoria elettorale di Hamas su Fatah. L’ex presidente egiziano aveva deciso di sostenere la linea israeliana per esercitare una politica di controllo sul partito integralista. Politica che è stata ribaltata dalla giunta militare che ha preso potere al Cairo.

Rafah è l’unico valico a non essere sotto il controllo di Israele: già in altre occasioni era stato riaperto, anche se per periodi limitati o solo per alcune categorie. Il via libera definitivo arriva dopo che l’Egitto del post-Mubarak è riuscito all’inizio del mese a far sottoscrivere un accordo di riconciliazione tra Hamas e Fatah, movimento al potere in Cisgiordania.

Questa mattina erano già 400 i palestinesi giunti a Rafah, ma solo in 240 hanno potuto lasciare l’enclave palestinese. Oltre ai civili, sono uscite anche due ambulanze per trasportare in Egitto pazienti in attesa di cure mediche. Su 1,5 milioni di abitanti, pare che già 12mila siano in lista d’attesa per oltrepassare il valico che rimarrà aperto ogni giorno per otto ore dalle 9 di mattina, ad eccezione delle festività e del venerdì, giorno sacro per i musulmani.

Il governo provvisorio del Cairo ha deciso che per ora gli uomini sotto i 40 anni non potranno lasciare la Striscia, per vigilare sugli spostamenti di esponenti e attivisti di Hamas. Nessuna restrizione invece per donne e minorenni, mentre i ragazzi tra i 18 e i 40 anni dovranno richiedere e ottenere un visto egiziano. Secondo quanto riporta Al Jazeera, i permessi dovrebbero arrivare da Ramallah, città della Cisgiordania, ma fonti di Hamas rivelano che l’autorità egiziana avrebbe intenzione di aprire un ufficio di rappresentanza in loco per rilasciare direttamente agli abitanti i documenti necessari.

Hamas ha già annunciato di volere trasformare il passaggio di Rafah in uno snodo per la circolazione e lo scambio di merci, visto che Israele, nonostante le pressioni dell’Onu, non intende ritirare l’embargo. A questo segue però la preoccupazione degli abitanti, consapevoli che lo sfruttamento commerciale provocherebbe pesanti ritorsioni da parte del governo di Benjamin Netanyahu. Dall’altra parte, Israele manifesta forti perplessità relative alla sicurezza nazionale. Infatti secondo Amos Gilad, un alto funzionario del ministero della Difesa, i militari egiziani potrebbero attraversare il confine per la formazione di nuovi combattenti terroristi.

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