Molti sanno che i Maya profetizzarono che il 21 dicembre 2012 ci sarebbe stata la “fine del mondo”. Forse a finire sarà il vergognoso mondo consumista, finanziario, arrogante, speculatore, che ha prosciugato la speranza di intere generazioni. Vi sono molti segnali: vediamoli.

Kevin Cassady, un esperto del mercato obbligazionario che lavora per l’agenzia di rating Moody’s, ha lanciato l’allarme due anni fa: nel 2012 scadono in America titoli di Stato, obbligazioni di grandi imprese e “junkbond” per un importo che supera otto volte quelli scaduti nel 2010. Lo scorso anno, infatti, il valore dei “junkbond” scaduti è stato di 21 miliardi di dollari. Nel 2012 l’importo supera i 155 miliardi di dollari. E poi 212 miliardi nel 2013 e 338 miliardi nel 2014. Il Tesoro Usa l’anno prossimo sarà costretto a emettere titoli per oltre 2 mila miliardi di dollari per mettere una “toppa”. Il debito pubblico americano, nel frattempo, ha raggiunto i 14.260 miliardi di dollari e avanza verso il precipizio del default se aumenta di altri 34 miliardi: per evitare il tracollo, il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha proposto di alzare la soglia del default (che oggi è di 14.294 miliardi).

Nel vecchio continente la Grecia è sull’orlo del collasso economico. Non ha più soldi. L’Unione Europea ha messo in campo un disperato tentativo di salvataggio, ma già quello precedente non ha dato buoni risultati. I greci hanno già protestato per i pesanti tagli del governo e sono scesi in piazza furibondi. In alcuni casi hanno anche incendiato qualche banca. I titoli di Stato ellenici non valgono più nulla. La multinazionali farmaceutiche hanno un credito enorme verso la Grecia: 1,2 miliardi di euro. Nel 2010 hanno ricevuto solo il trenta per cento dell’importo e nel 2011 appena l’uno per cento. E hanno deciso di chiudere i rubinetti: niente medicinali agli ospedali senza denaro contante. A cosa porterà questa situazione così estrema nel paese ellenico nei prossimi dodici mesi?

Il Portogallo è un altro paese a rischio collasso. La Spagna affonda nella crisi finanziaria e accende la rabbia degli “indignati” che occupano le piazze per dare voce alla “generazione senza futuro”. Nel 2010 in Germania il debito pubblico è aumentato di 319 miliardi di euro, superando quindi i 2.080 miliardi. In Irlanda la crisi ecomica ha messo in ginocchio il sistema bancario e il governo ha valutato un aiuto da parte dell’Unione Europea. Pensate: oltre 20 mila cavalli sono stati abbandonati nei campi irlandesi perché mancano i soldi per nutrirli.

L’Italia ha un debito pubblico che a gennaio 2011 è arrivato a 1.879 miliardi di euro, con un incremento di 36 miliardi in un solo mese. In questi giorni l’agenzia di rating Standard e Poor’s ha tagliato l’aoutlook dell’Italia, evidenziando la sua difficoltà a sanare il debito pubblico.

Ecco, allora, che lo scenario apocalittico potrebbe avverarsi proprio nel 2012. Si tratta di un crollo del sistema economico che può aprire scenari imprevedibili. Massimo Fini, sul blog di Beppe Grillo, nei giorni scorsi ha espresso la convinzione che l’attuale sistema speculativo-capitalista si prepara a una pesante sbandata. E oltre, secondo lui, c’è solo un “bagno di sangue”.

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