Due notizie battute in queste ore e lanciate nel mondo dall’agenzia Reuters.

La prima riporta che a Roma in Parlamento il Governo pone la fiducia su un “provvedimento-trucco” che sospende per un anno l’attuazione del piano di ritorno del nucleare in Italia, per timore di andar incontro a una pesante sconfitta al referendum del 12 e 13 giugno. Incuranti di tutto, non solo del clima di ostilità che monta tra la popolazione, ma anche dello sconcerto seguito a Fukushima nel mondo scientifico e della riconsiderazione in corso sui piani energetici presso i Governi di Europa e del mondo, gli affari della lobby nucleare nostrana stravolgono le norme più elementari di democrazia, tacitano il Parlamento e vorrebbero privare il popolo della titolarità ultima sulle leggi della Repubblica. C’è in questa tracotanza tutta la debolezza di una scelta – il ritorno dell’atomo – fatta in alternativa alla diffusione e all’affermazione irreversibile delle fonti naturali, disincentivate invece e previste in quote marginali nella politica economica del duo Berlusconi-Romani.

La seconda notizia, sempre del 23 maggio, commenta la seduta al ribasso della borsa di Tokyo penalizzata dalle vendite sui titoli delle società che producono macchinari per costruzioni a seguito del downgrade di un broker e per i timori legati all’economia globale. Ma – questa la novità – c’è un’importante correzione alla tendenza riscontrata: crescono le quotazioni delle società che producono pannelli solari, in base all’indiscrezione riportata da The Nikkei Business per cui il governo nipponico questa settimana potrebbe annunciare l’introduzione di una norma che rende obbligatori i pannelli solari su tutte le case di nuova costruzione entro il 2030. L’annuncio potrebbe essere fatto dal primo ministro Naoto Kan in occasione del G8 che inizierà dopodomani, giovedì 26 maggio. La notizia ha fatto salire i titoli del settore quotati presso la Borsa di Tokio in particolare quelli di Sharp.

Alla fine del 2010 il Giappone era il quarto Paese al mondo nel fotovoltaico con una potenza installata di 3,622 GWp (1GWp installati l’anno scorso). L’obiettivo del Governo è quello di raggiungere una potenza di 23GWp alla fine del 2020. L’accelerazione dello sviluppo del fotovoltaico è la naturale conseguenza dell’incidente presso l’impianto di Fukushima che sta spingendo il Paese a rivedere i propri piani di sviluppo energetico. La scelta di sostenere lo sviluppo degli impianti sugli edifici è abbastanza scontata, visto che gli impianti residenziali rappresentano oggi il 95% delle installazioni giapponesi.

Che dire allora dei nostri governanti e come aspettarsi da loro uno scatto di dignità, una fiducia nella democrazia e nella sovranità popolare, mentre comprano voti in Parlamento e aspettano tremebondi – e si capisce perché – i ballottaggi di Milano e Napoli?