Lo scontro tra De Magistris e Lettieri al ballottaggio, è la rappresentazione quasi icastica di quella tra “bene e male”, una città attraversata dalla crisi economica e sociale forse più grave dal dopoguerra, una crisi soprattutto anche morale, la caduta della fiducia nelle istituzioni rappresentative ha raggiunto il fondo, travolgendo anche le forze riformiste ed i partiti della sinistra, rappresentata dal fallimento delle primarie e dall’attuale declino della figura un tempo prestigiosa di Bassolino.

Luigi De Magistris candidandosi a sindaco ha sfidato questa crisi cercando di ridare alle forze sane della città fiducia in una prospettiva politica tutta diversa dal passato, una svolta radicale di metodi e priorità, per risollevare le sorti di Napoli, puntando sulla cittadinanza attiva, sull’onestà, sui giovani, sulle forze della cultura e dell’ingegno ma anche ai soggetti politici favorevoli a questo cambiamento.

Lettieri, esponente del mondo imprenditoriale,  legato a doppio filo al discusso responsabile di Berlusconi in Campania  Nicola Cosentino, è rispetto a De Magistris l’opposto in temini di concezione della funzione della politica e della spesa pubblica, è un campione del cosiddetto partito della “spesa unica pubblica”.

De Magistris sta conquistando un ampio consenso ed anche se la vittoria al secondo turno non è affatto certa, la sua determinazione, il carisma e la capacità di creare entusiasmo dell’ex magistrato, stanno scuotendo lo stato di torpore depresso della città mortificata e rianimando le forze migliori soprattutto giovani.

Questo entusiasmo si è visto clamorosamente nella manifestazione a Piazza Dante con la partecipazione del cantautore Roberto Vecchioni, una folla straboccante, formata di persone di tutte le età e di ogni ceto sociale, i giovani soprattutto protagonisti di questa primavera di speranza, la partecipazione emotiva ed intensa di De Magistris nel rapporto con i giovani, costituisce una novità veramente straordinaria in una politica tendenzialmente gerontofiliaca, a cui siamo da tempo purtroppo abituati.

Le forze tradizionali della sinistra che hanno subito una battuta d’arresto nella prima parte della campagna elettorale, sostanzialmente per non aver compreso, la profondità della crisi e della necessità di una svolta radicale, hanno la possibilità di contribuire all’affermazione di De Magistris ed in questo modo riavviare un rapporto positivo con larghi strati di popolazione e del loro elettorato oggi sfiduciata.

La posta in gioco è esiziale: salvare Napoli per riaccendere una speranza o consegnarla definitivamente ad una destra inquietante e alle forze peggiori.

La “monnezza”, i rifiuti stanno lì emblematicamente per terra, ad attendere che passi “ a’ nuttata” che la città si risvegli, che si rimbocchi le maniche, che si rimetta in movimento per ritrovare se stessa e costruire un nuovo futuro più pulito e più costruttivo.