Intervento telefonico di Berlusconi a una cena elettorale con mille ospiti, presenti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il sindaco Letizia Moratti. Per tirare la volata al sindaco di Milano, Letizia Moratti, in corsa per la rielezione, il presidente del Consiglio ha lanciato l’allarme sulla proliferazione delle moschee a Milano nel caso vincesse la sinistra di Giuliano Pisapia. Collegandosi telefonicamente a il capo del governo dopo aver elencato tutti i risultati centrati dalla Giunta di Milano ha illustrato la “disastrosa ricetta della sinistra”. “Non osano dire che rimetteranno l’Ici sui negozi – ha detto Silvio Berlusconi – che aumenteranno la tassa sull’occupazione del suolo pubblico e a questo si aggiungeranno le moschee che fanno parte del loro programma”. Il premier non ha fatto cenno allo stop del Colle sul rimpasto di governo.

Quindi è passato alle accuse. “E’ importante vincere – ha detto Berlusconi  – per tentare di convincere quelli che non hanno voglia di votare, o quelli che ci paiono convertiti da Rai e da La7, dai giornali che ci vengono contro e che riempiono la testa di gente con delle frottole. A loro dobbiamo ricordare ciò che abbiamo fatto per il Paese”. Berlusconi ha poi ricordato quelli che lui definisce i successi del centrodestra: “Abbiamo tenuto i conti in ordine – ha proseguito – abbiamo tenuto il deficit al 4,5% del Pil, al contrario di altri Paesi europei che ce l’hanno superiore al 10%”. Quindi ha ribadito che “con noi al governo non faremo mai la patrimoniale”.

Poi è stato il Gasparri-show contro i magistrati di Palermo. “Noi – ha iniziato il parlamentare azzurro – non ci occupiamo di giustizia ma di fronte all’uso politico della giustizia ci difendiamo. Non solo dai magistrati di Milano, ma anche di Palermo, dove i magistrati hanno trasformato mascalzoni, come il figlio di Vito Ciancimino, in testimoni di giustizia e hanno dato spazio a chi doveva stare in carcere da molto tempo”.  Siparietto anche del ministro La Russa che aprendo i discorsi ha detto: “Che fate applaudite?”. Quindi ha proseguito: “Oramai sono abituato ai fischi. Prima fischiavano solo Berlusconi, adesso hanno cominciato anche con i ministri e dopo Berlusconi sono il più fischiato, e sono orgoglioso di esserlo”.

In giornata Silvio Berlusconi ha anche parlato a ruota libera alle televisioni locali lombarde delle elezioni amministrative che lo vedono capolista per Letizia Moratti a Milano. Interviste “confezionate” durante la settimana con tutte le emittenti: 7Gold Telecity, Telereporter, TeleLombardia e altre. Andranno in onda tra stasera e domenica. Ma i contenuti sono stati anticipati alle agenzie di stampa.

Durante l’intervista che andrà in onda su Telereporter nel prossimo fine settimana Berlusconi ha riconosciuto il rischio di ottenere meno preferenze rispetto alle precedenti amministrative. “A me è stato chiesto, anche per dare il mio contributo personale a Letizia Moratti, di scendere direttamente in campo. Ho valutato i rischi di una cosa di questo genere, perche’ l’altra volta, 5 anni fa, avevo preso ben 53 mila voti. Ma erano momenti in cui avevo fatto una campagna elettorale sul territorio, cosa che quest’anno, essendo al governo, non ho potuto assolutamente fare”. Il premier si sofferma a spiegare le modalita’ di voto ricordando che per dare la preferenza non è sufficente mettere la croce sul simbolo. “Se vogliono darmi la loro preferenza perché mi vogliono bene e mi stimano – ha detto – devono anche scrivere sulla scheda azzurra il mio cognome, Berlusconi. Con questo io potrò avere delle preferenze e l’opposizione non avrà motivo per dire che Berlusconi ormai e’ finito e che bisogna pensare al ‘dopo Berlusconi’. Io mi auguro che venga prima o poi, ma fin quando ci sara’ bisogno, credo non sia logico che io mi sottragga a una responsabilita’ che i miei cittadini mi hanno consegnato”.

All’emittente 7Gold Telecity, invece, Berlusconi si è detto certo della vittoria di Moratti al primo turno. “Siamo sicuri di poter vincere al primo turno. Essendo Milano, la capitale economica d’Italia, è un test molto importante per la politica nazionale. Contiamo – ha proseguito – che i milanesi diano un ottimo giudizio su cio’ che ha fatto il governo, che e’ riuscito in una specie di mission impossibile”. Il premier ha poi attaccato il candidato sindaco del centrosinistra, Giuliano Pisapia: “Ha tra gli alleati i centri sociali che sono ostello di numerosi personaggi violenti e facinorosi che hanno dato tristi prove anche in questa campagna elettorale”, ha detto il Cavaliere a 7Gold Telecity. “A Milano non c’è un’alternativa. La sinistra non ha idee e non ha programmi. Se vincesse, Milano cadrebbe di nuovo nel clientelismo del passato”.