Mors tua, vita mea. La morte del pc, la vita per l’iPad. Quando si leggono i dati sulle vendite di prodotti elettronici, negli Stati Uniti ed altrove, pare che i personal computer siano destinati al tramonto, mentre sembra alba luminosa per le tavolette della Apple (e di altri produttori, come vedremo). Nei primi tre mesi del 2011, a livello mondiale, le vendite dei pc hanno subito una flessione dell’1,1% rispetto all’anno scorso. Gli esperti del settore speravano invece in una crescita del 3%. Negli Usa il dato negativo è ancora più marcato: la riduzione del mercato dei pc è stata del 6,1%.

Il fenomeno sembra legato alla “febbre per i tablet”, le tavolette sempre più diffuse nella metropolitana di New York, dove stanno prendendo il posto dei giornali, e negli uffici di Manhattan, dove potrebbero sostituire i computer, soprattutto i portatili. Pratici e maneggevoli, i tablet vengono usati in molti modi: per consultare libri e documenti, per leggere e spedire la posta elettronica, per tenersi aggiornati. Gli esperti della Gartner, una delle società più autorevoli per l’analisi del settore tecnologico, sostengono che prodotti come l’iPad potrebbero davvero sostituire i personal computer.

Tra le aziende che producono i portatili, le più colpite sono Hewlett-Packard (-3,4%), Dell (-2,2%), e soprattutto Acer (-12,2%), che aveva lanciato sul mercato portatili molto piccoli, scalzati, secondo i rivenditori, dal nuovo prodotto di Steve Jobs (che è touchscreen ma che può anche essere collegato ad una tastiera, proprio come un minuscolo computer). E’ andata in controtendenza Toshiba, che ha registrato una crescita del 10% (la casa giapponese, però, produce gli schermi a cristalli liquidi usati su iPad e iPhone). La Apple, naturalmente, va al massimo: la crescita è stata del 18.9%. E si prevede che quest’anno saranno venduti, a livello mondiale, 48 milioni di iPad.

Di fronte alle rosee previsioni della casa di Cupertino, altre aziende vogliono una fetta della torta. In questi giorni ci sta provando la Rim (Reserch in Motion), la casa produttrice del Blackberry, che ha presentato PlayBook, antagonista dell’iPad. I prezzi sono gli stessi del concorrente: 499 dollari per la versione a 16 gigabyte, 599 per quella da 32 e 699 per quella da 64. Le differenze con il gioiello della Apple, comunque, ci sono.

Per il momento, ovviamente, le applicazioni sul Playbook sono davvero poche: gli sviluppatori ne hanno promesso 3 mila alla Rim, mentre la concorrenza ne può già vantare 65 mila, pensate appositamente per la “tavoletta di Steve”. Le dimensioni dello schermo, poi, sono diverse: 18 centimetri in diagonale per il Playbook, contro i 28 dell’iPad (ovvero 7 pollici contro 11). Il gioiello della Apple viene usato spesso per vedere film, magari mentre si viaggia. La tavoletta del Blackberry, naturalmente, può fare la stessa cosa, ma l’immagine sarà più piccola. Bisogna dire, però, che il prodotto della Rim supporta i video e la applicazioni Adobe Flash (che sull’iPad non funzionano). Playbook, inoltre, si può collegare, attraverso una porta HDMI, a schermi molto più grandi, per la gioia di chi ama videogiochi come Need for Speed e Tetris, preinstallati nel tablet Rim.

La tavoletta della Rim, comunque, non vuole essere “giocattolosa” o “familiare” come l’iPad della Apple. Lo slogan che lo presenta parla della “prima tavoletta al mondo pensata ad un livello professionale”: sono parole chiave per capire di che prodotto si tratta. Il Blackberry è il telefonino aziendale per definizione. Di conseguenza, il Playbook vorrebbe essere il tablet del mondo business. Tra le applicazioni a disposizione, una permette di lavorare su documenti preparati con Word, Excel, Power Point, i programmi più usati negli uffici. La porta HDMI, d’altro canto, può essere utilizzata per le presentazioni tanto amate nelle aziende di Wall Street, o della City di Londra.

C’è poi la compatibilità con il sistema Blackberry: contatti e calendario dello smartphone vengono sincronizzati sulla tavoletta aziendale. Il PlayBook non ha la connettività 3G dell’iPad (per scaricare dati attraverso una rete telefonica), ma può collegarsi ad un cellulare Blackberry e tramite questo connettersi ad Internet (la catena di collegamenti viene chiamata tethering). Insomma, è probabile che chi ha già un Blackberry possa puntare all’acquisto del tablet della stessa “famiglia”, esattamente come un possessore di iPhone è spinto a rimanere fedele al marchio, comprando un iPad.