Silvio Berlusconi, dopo una lunga parabola, è tornato allo stato di “bambino capriccioso”. La soluzione dovrebbe essere quella di ignorarlo. Quel che è grave, invece, è che qualsiasi sua richiesta gli viene concessa senza batter ciglio. Da una parte la sua maggioranza/dipendente, dall’altra un’opposizione inerme.

Il capriccio del giorno è di bloccare il referendum per l’acqua pubblica. Il dipendente più veloce, come capita spesso, è stato il fido ministro Romani, subito all’opera per studiare l’escamotage giusto. Il problema è che dai partiti dell’opposizione si sollevano dichiarazioni roboanti che poi, alla fin fine, rimangono sterili comunicati di agenzia che non scalfiscono minimamente la faccia tosta del Governo.

E’ venuto il momento di prendere in mano la situazione: se le forze politiche che si vorrebbero opporre non sono in grado di fermare la deriva golpista di Berlusconi, saremo noi cittadini a studiare azioni significative e decise. Bisogna dimostrare che c’è una italia democratica e legalitaria che non ci sta. Il 3 maggio inizia la discussione sulla prescrizione breve in Senato, 38esima legge ad personam dalla dinastia Arcoriana. Saremo nuovamente in piazza e questa volta non ci fermeranno.