Un frame della nostra inchiesta video

La notizia è rimbalzata dal Marocco nella tarda serata di domenica, rilanciata dal sito d’informazione panarabo “Elaph“, di proprietà saudita. Le autorità del Paese nordafricano, svela l’agenzia di stampa, avrebbero aperto un’inchiesta su Fatima, l’impiegata comunale della città natale di Ruby intervistata due settimane fa dal Fatto quotidiano. Fatima (nome di fantasia) lavora al municipio di Fkih Ben Salah e nell’intervista, pubblicata giovedì 10 marzo (leggi l’articolo), raccontava di aver ricevuto un’offerta di denaro per falsificare i documenti anagrafici della ragazza che ancora minorenne avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Silvio Berlusconi. La donna però spiegava di aver rifiutato l’offerta della misteriosa coppia di italiani (guarda l’intervista video). Se Fatima, come le chiedevano i suoi interlocutori, avesse anticipato di due anni (dal 1992 al 1990) la data di nascita di Ruby, sarebbe caduta l’accusa di prostituzione minorile a carico del premier.

L’agenzia di stampa araba cita Abdel Qader Hedewi, definito un attivista dell’Associazione marocchina per i diritti dell’uomo, il quale basandosi su quanto riferitogli da un funzionario amministrativo locale, spiega che l’impiegata comunale sarebbe sotto indagine per “aver sottratto un documento d’anagrafe autentico” di Karima El Marough, in arte Ruby. Il documento sarebbe lo stesso pubblicato in prima pagina dal Fatto giovedì 10 marzo. L’impiegata, riferiscono sempre le fonti marocchine, sarebbe stata messa in ferie obbligate in attesa che gli investigatori raccolgano altri elementi utili a chiarire la sua posizione. Al momento comunque non sarebbero ancora stati identificati i due italiani autori del presunto tentativo di corruzione e tantomeno sarebbe stato individuato un loro legame con Berlusconi.

Fin qui le notizie, poche e frammentarie, rilanciate dal sito d’informazione arabo. Il Fatto, da proprie fonti sul posto, ha appreso che Abdel Qader Hedewi sarebbe un avvocato di Fkih. E che proprio da una sua denuncia sarebbe nata l’indagine nei confronti di Fatima. Se queste informazioni sono corrette, resterebbe da capire per quale ragione un avvocato attivista dei diritti umani si sarebbe mosso contro l’impiegata dell’anagrafe. Così come al momento non sono chiare le accuse rivolte a Fatima. Persone che hanno parlato con lei riferiscono che la donna negli ultimi giorni si sarebbe effettivamente assentata dal lavoro ma per motivi di salute.

di Lorenzo Galeazzi e Vittorio Malagutti