Il ritorno di Claudio Scajola continua ad agitare il Pdl. Dopo l’incontro avvenuto pochi giorni fa ad Arcore, l’ex ministro delle Attività produttive è stato ricevuto a Palazzo Grazioli dal premier Silvio Berlusconi. Sciaboletta, così è soprannominato il deputato imperiese, aveva lanciato lo spauracchio della costituzione di gruppi autonomi, gli “azzurri per la libertà”, se non si scioglieranno alcuni nodi relativi alla gestione del partito. Le richieste, o meglio dire ‘minacce’ di Scajola, preoccupano e non poco il Cavaliere, che vedrebbe come fumo agli occhi una lacerazione all’interno del partito proprio adesso che la maggioranza sta crescendo.

Chi prova a fare da pompiere è Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Popolo della Libertà, ”Claudio Scajola è una risorsa per il partito. Vedrà Berlusconi cosa fare nel confronto con lui. Io – continua – sono portato a escludere la costituzione di altri gruppi, perché nella logica del Pdl c’è un gruppo parlamentare unico”. Chi prova a blandire l’ex ministro è anche un’altra colonna del partito, Maurizio Gasparri “Scajola è un problema politico. Lui è un dirigente di primo piano del Pdl che si è trovato in una vicenda che ha affrontato dimettendosi da ministro senza che gli fosse contestato alcunché dalla magistratura. Adesso che la vicenda si va chiudendo, Scajola chiede – afferma a La Stampa il capogruppo del Pdl al Senato – che si valuti questa situazione politica non personale”. “Credo – aggiunge Gasparri – che lui preferisca l’attività di governo. Bisogna sempre considerare quali sono le vocazioni e propensioni che ognuno esprime. Poi può succedere che venga esaudito o che vada a svolgere un ruolo in un ambito che non è proprio quello cui si aspira. E’ successo a tutti, anche a me in passato. Bisogna essere generosi e disponibili a qualunque ruolo”.

Insomma anche se nel Pdl in molti dubitano che Scajola possa costituire un gruppo di venti deputati e dieci senatori è meglio accontentarlo con una poltrona di primo piano.