Probabilmente dovresti uccidermi e poi sistemarmi sul sedile della mia auto, con un bel sorriso dipinto sulla mia faccia, per potermi condurre vicino a Hollywood”.
Philip K. Dick
(Paul M. Sammon, La storia di un mito – Blade Runner, Fanucci Editore, 1998, p.27)

Ormai è fatta. E’ noto già da una decina di giorni: la Alcon Entertainment, compagnia sussidiaria della Warner Bros., ha acquistato i diritti di sfruttamento del cult Blade Runner. Sì a prequel, sequel, serie tv e a tutti gli spin-off possibili, ma giù le mani dal film originale: il capolavoro dell’82 firmato da Ridley Scott e ispirato all’opera letteraria di Philip K. Dick, secondo contratto, non sarà rifatto né adesso, né mai. Andrew Kosove, amministratore delegato della Alcon, e gli altri produttori, Broderick Johnson and Bud Yorkin (che lavorò all’originale), assicurano i fan allarmati dicendosi consapevoli dell’enorme responsabilità.

Perché nessuno finora sia riuscito ad acquisire i diritti di sfruttamento del film rimane un mistero, fatto sta che alcuni tra gli ultrà preoccupati dalla notizia di un’invasione mediale di neo–replicanti si sono ringalluzziti al solo sentir nominare Christopher Nolan. Che già sarebbe un buon inizio. C’è poi chi dice che Harrison Ford – per inciso: l’attore non ha mai amato il film –, Rutger Hauer e gli altri saranno coinvolti in qualche maniera e chi, invece, lo esclude considerando i trent’anni in più sul volto di ognuno. Insomma, ancora nulla di confermato. Di certo, c’è da aspettarsi videogiochi, serie animate e tv su tutto ciò che deriva dal noto universo fantascientifico ma nulla che riguarda strettamente la storia raccontata nell’82. Misteri di Hollywood.

A ben pensarci, cosa cambia tra rifare Blade Runner e costruirgli intorno una gran mole di materiale più o meno cinematografico, televisivo e videoludico? Considerando che le avventure di Rick Deckard (Ford) e Roy Batty (Hauer) hanno luogo nel novembre del 2019, il prequel potrebbe essere ambientato praticamente ai giorni nostri: chi si stupirebbe a questo punto se avesse la forma di un reality show? Abbiamo serie motivazioni per ritenere che il dio della biomeccanica non sia per nulla contento di tutto ciò.