Una riforma epocale della Giustizia, era stata annunciata. Ma epocale in che senso? Forse è bene fare una analisi delle conseguenze, per comprenderne a pieno gli effetti sul sistema giustizia.

A tal fine credo siano molto significative le stesse parole del Governo, senza scomodare nemmeno principi e tradizioni giuridiche del nostro ordinamento, né – per ora – le conseguenze della maggiore dipendenza dei magistrati dalla politica (determinata dal cambiamento di quote della rappresentanza togata negli organi di autogoverno). Per non appesantire il discorso prenderò come spunto solo due affermazioni, che mi sembrano significative, rimandando ad altro momento le analisi tecniche.

Durante la conferenza stampa è stato chiesto al presidente del Consiglio dei ministri che effetti avrebbe avuto la riforma, se fosse stata fatta venti anni fa. Il presidente Berlusconi  ha risposto, in sostanza, che non ci sarebbe stata Mani pulite. Siamo proprio sicuri che questo fosse l’accordo con gli elettori e il programma del Pdl? Siamo sicuri che è questo che, per il futuro, vogliono i cittadini (nell’interesse dei quali la riforma, ci ha spiegato il Governo, sarebbe stata fatta)?

Un’altra affermazione è, invece, del ministro della Giustizia Alfano, il quale si è dilungato sulla parità di posizione dell’accusa e della difesa, che la riforma consentirà di raggiungere, e sul nuovo ruolo di avvocato dell’accusa da parte delle Procure.

Questo vuol dire che il pm perderà il proprio storico ruolo di “parte imparziale” nella ricerca processuale della verità? Se fosse così, l’avvocato dell’accusa potrà cercare di far condannare un innocente, semplicemente perché glielo consente il suo ruolo di parte, così come l’avvocato difensore cerca di far assolvere il proprio cliente pur sapendolo colpevole.

Se non fosse così, invece, non vi sarebbe una vera “parità”, perché il pm (avvocato dell’accusa) cercherebbe la verità e l’avvocato della difesa, invece, perseguirebbe in ogni caso l’impunità del cliente (non essendo stato introdotto un obbligo per i difensori di produrre le prove a sfavore del cliente di cui vengano a conoscenza). Allora, di che tipo di parità si sta parlando?

Un’ultima considerazione: alcuni punti della riforma – quali la separazione delle carriere tra Giudici e pm – erano già previsti nel programma della P2 (a proposito, che effetti avrà la riforma sulle varie inchieste P3 e P4 attualmente in corso?), ma erano vent’anni che non si riusciva ad approvarla (a differenza di altri punti del Piano di “rinascita” della loggia, che sono stati di fatto attuati nel tempo dai vari Governi).

In questa prospettiva – sono d’accordo – è di certo una riforma epocale.