Cosa si nasconde realmente dietro la chiusura della webmagazine di Farefuturo? “Roba di conti? Anche. Ma non solo”, ammette il suo ex direttore Filippo Rossi nel suo blog sul fattoquotidiano.it. Bisogna guardare alla politica e alle decisioni prese dalla redazione in questi ultimi giorni. Su tutte la scelta di sostenere, il 12 marzo, la manifestazione pro-Costituzione indetta per il 12 marzo da Articolo 21. Ufficialmente, però, la motivazione è economica. E sulla sua pagina Facebook, Rossi aggiunge che “la società editrice ha dovuto prendere atto della assoluta impossibilità a continuare l’attività giornalistica per l’insufficienza delle risorse a sua disposizione”.

Ma a ben vedere la chiusura di Ffwebmagazine è una delle più ovvie conseguenze della separazione in casa che si è consumata all’ultimo congresso di Futuro e libertà fra il leader Gianfranco Fini e il direttore della fondazione Farefuturo Adolfo Urso. E l’ex sottosegretario è l’uomo che gestisce i fondi, comprese le risorse da destinare alle attività della redazione telematica che sempre meno rappresenta la sua linea politica ispirata alla moderazione e contraria allo scontro frontale con il Pdl. Ieri, dalle colonne del Corriere della Sera, Urso ha certificato la riappacificazione con Fini ma ha anche staccato la spina alla webmagazine.

Una coincidenza? Forse. Ma non è un mistero che l’impostazione editoriale di Rossi e compagni sia sempre stata molto più vicina alle posizioni del presidente della Camera che a quelle di Urso. Era già evidente due anni fa, quando il sito debuttò con il celebre articolo di Sofia Ventura contro il velinismo in politica e il metodo di selezione per le candidature. “Una polemica ancora all’ordine del giorno”,  ricorda Rossi. “Sofia andò giù dura, con tutta l’onestà intellettuale di cui è capace”.

Da allora la rivista ha promosso e condiviso una serie di battaglie in aperto contrasto con l’ideologia del Pdl e, seppur sottotraccia, dei futuristi moderati. “Nel tentativo – scrive l’ex direttore nel suo post– di dare vita a una destra diversa da quella populista e berlusconiana”.

Dal muro contro muro con il Giornale di Vittorio Feltri e il metodo Boffo, alla battaglia contro la macchina del fango sull’affaire Montecarlo, fino alla difesa di Vieni via con me e dei format Rai invisi ai berluscones.

Sullo sfondo di questi contrasti la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di venerdì scorso di Rossi che ha dato l’adesione di FFwebmagazine alla manifestazione pro-Costituzione indetta per il prossimo 12 marzo da Articolo 21. “Andiamo in piazza con l’allegria di chi sta facendo la cosa giusta. Una destra repubblicana e patriottica ha il dovere di stare dove si costruisce l’Italia di domani”. Parole che a Farefuturo hanno preso malissimo. “Siamo una fondazione e non un partito. Non scendiamo in piazza”, scriveva una nota dell’ufficio stampa. Ma Rossi, forte anche del silenzio-assenso di Fini, ha confermato che il 12 sarà a manifestare in difesa della Carta. Ed ecco la rottura.

Insomma sembra che i guai per i finiani non accennino a finire. Un’altro duro colpo dopo aver assistito allo sfaldamento del gruppo di Fli al Senato e soprattutto dopo aver perso il controllo del cda del Secolo d’Italia che ora rischia di venire ‘allineato’ alle posizioni del Pdl.

Rossi annuncia ora che la battaglia dell’ormai ex foglio telematico della fondazione continuerà, ma con altri strumenti. Quali? Un nuovo sito Internet che sarà accompagnato da un settimanale cartaceo. A quanto risulta ci sarebbero degli imprenditori vicini a Fini pronti a investire nel nuovo progetto editoriale. Ecco spiegato cosa intende Rossi quando dice che la loro battaglia culturale continuerà “con nuove (e ancora migliori) iniziative”. Una cosa è certa: sarà un progetto al di fuori di Farefuturo e della linea iper-moderata del suo numero uno.

(lg)